sabato 24 agosto 2013

BERLUSCONI NON LASCERA' SUBITO LA POLITICA. IN 18 ANNI HA GUADAGNATO 3 MILIARDI DI EURO





Silvio Berlusconi, nel vertice di Arcore a Villa San Martino con lo stato maggiore del PDL,  ha ribadito - se mai ce ne fosse bisogno - che lui non intende farsi da parte, che vuole continuare ad essere il leader del centro destra  e che vuole continuare a governare questo Paese sgangherato. Qualcuno si stupirà e si meraviglierà avendo il Nostro ben 77 anni, una condanna a 4 annni di reclusione e altri processi. E dicono: ma chi glielo fa fare? Goditi le case alle Bermuda, i Resort ad Antigua,  Villa Certosa in Sardegna,  Palazzo Grazioli a Roma, Via Rovani a Milano,  e nel resto del mondo. Oppure occupati della Banca Mediolanum, della distribuzione dell' Essselunga, del Milan, delle Assicurazioni Fininvest e Mediolanum, della raccolta pubblicitaria, dell'informazione (Sorrisi e canzoni TV, Donna moderna, Cosmopolitan, Grazia, il Giornale) e poi televisioni private, Mediaset, Fininvest, distribuzione cinematografica, immobiliari, editoria, sport, Mondadori, cinema e spettacolo.
                                                     








I maligni dicono che il Cavaliere fa politica per fare business. Infatti, dal 1994 ad oggi,  ha guadagnato legalmente 3 miliardi di euro (si 3 miliardi di euro!). Beh se fosse vero non starebbe a Palazzo Chigi a perdere tempo. Non fa sacrifi o rinuce. Oppure fa entrambe le cose: la politica e il business legale. Berlusconi ha quasi 80 anni (portati bene) e se in 18 anni ha incamerato 3 miliardi di euro significa che è un vero imprenditore. Insomma conosce il suo mestiere. E questo potrebbe essere uno dei motivi per i quali il Cavaliere  non vuole lasciare la politica. Del resto nel Pdl non vedo delle aquile e se Berlusconi cade, tutto il partito se ne va a casa. Alle prossime politiche senza Berlusconi il PDL o Forza Italia 2 non esisterebbero più. Vedi La Russa che ha solo 2 parlamentari: la Meloni e Grosseto e un partito da prefisso telefonico. Invece Storace, Sgarbi, Tremonti, i Pensionati non sono neanche passati dal buco della serratura per entrare a Montecitorio. Quindi, Silvio per questi eterni trombati,  conta molto ed essi  fanno leva  sulla sua competenza, conoscenza e abilità.
Il problema è che Berlusconi ha un soggetto politico che è in grado di competere con il PD e Grillo e poi ha i soldi. E scusate se è poco. Non si puo' far politica senza soldi. Ci sono da pagare i manifesti, gli attacchini, la colla, un ufficio almeno  in 20 regioni, la segreteria, i telefoni,  i computers, le stampanti, l'inchiostro, lo staff dei collaboratori e le auto e la benzina e gli autisti per girare i collegi. E, infine,  l'affitto delle sedi. Berlusconi puo' permetterselo, il PD e la Lega pure. I grillini si autotasseranno. Ma gli altri che fanno? Vanno fuori delle Chiese la domenica?

In conclusione: Berlusconi non molla. E' tenace, è determinato ed è un leader anche se fa il bunga bunga e canta con lApicella e le olgettine. Cantare non è un reato. E la pena della Cassazione  è stata  elevatissima. E' abnorme e sproporzionata.
Berlusconi per chi non l'avesse capito e' un capo e lascerà solo quando le forze fisiche non gli consentiranno di fare poltica e quando troverà un uomo di cui avrà piena e totale fiducia e avrà formato  una  vera classe dirigente. Gli altri suoi amici  - come ho già detto - non sono delle aquile e, quindi,  tacciano. Se no, se non baciano la pantofola all'imperatore,  fanno la fine di Fini che è sparito dall'orizzonte politico per la sua mancanza di umiltà.

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