lunedì 31 marzo 2014

REGIONE LOMBARDIA: 62 CONSIGLIERI INQUISITI PER PECULATO


I nomi di altri 37 consiglieri regionali della Lombardia sono stati iscritti nel registro degli indagati della procura di Milano, con l'accusa di peculato, nell'ambito dell'inchiesta sui rimborsi spese. 22 consiglieri sono del Pdl, 15 della Lega. Adesso complessivamente i consiglieri regionali indagati per i rimborsi sono 62, perchè vanno aggiunti i 22 che hanno ricevuto in precedenza inviti a comparire e che vengono interrogati in questi giorni e i tre indagati originari, Franco Nicoli Cristiani, Massimo Buscemi e Davide Boni. Per i 37 nuovi indagati nelle prossime ore potrebbero arrivare altrettanti inviti a comparire per interrogatori che dovrebbero svolgersi a gennaio, dopo le vacanze natalizie.

Tra gli indagati c'é anche Renzo Bossi  - Per i 37 indagati (22 esponenti del Pdl e 15 della Lega) stanno partendo gli inviti a comparire con l'accusa di peculato e tra i destinatari degli inviti c'é anche Renzo Bossi (il suo nome da indagato era già emerso nell'inchiesta). I 37 politici - tra cui consiglieri attuali (anche se dimissionari perché il Consiglio regionale si è sciolto) ed ex consiglieri - sono indagati per presunti rimborsi illeciti con soldi pubblici di spese 'sospette'. Soldi che avrebbero ottenuto, a vario titolo, tra il 2008 e il 2012. Venerdì scorso erano partiti i primi 22 inviti a comparire (11 per consiglieri del Pdl e 11 per quelli della Lega).

In totale sono 62 gli inquisiti - Lo scorso ottobre, con le acquisizioni dei documenti dei gruppi consiliari del Pdl e del Carroccio da parte dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, coordinati dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e dai pm Paolo Filippini e Antonio D'Alessio, erano risultati indagati Davide Boni, ex presidente del Consiglio regionale, e gli ex assessori Massimo Buscemi e Franco Nicoli Cristiani. Al momento, dunque, gli indagati per la vicenda dei presunti rimborsi illeciti sono in tutto 62. Gli investigatori poi stanno analizzando anche le spese dei gruppi dell'opposizione dopo l'acquisizione di documenti al Pirellone effettuata venerdì scorso.
Minetti: spese sospette per 27mila euro - Secondo le indagini la consigliera comunale, che risulta indagata, già imputata per il caso Ruby, avrebbe usato i soldi pubblici per prendere taxi molte volte e pagare cene in ristoranti di lusso di Milano. Inoltre, stando all' inchiesta, Minetti malgrado avesse già a disposizione un Ipad in dotazione ai consiglieri regionali, ne avrebbe acquistato un altro da 750 euro. Tra le spese anche "400 euro" per "sei coperti" al ristorante 'Giannino', e 16 euro per acquistare il libro 'Mignottocrazia' di Paolo Guzzanti. L'elenco delle spese sospette effettuate da Nicole Minetti, tra il 2010 e il 2012, ammonta a circa 27.000 euro. E' quanto emerge dagli atti dell'inchiesta della Procura di Milano sui rimborsi regionali. In particolare, Minetti avrebbe speso oltre 6.000 euro nel 2010, circa 15.000 euro nel 2011 e più di 6.000 euro quest'anno. La consigliera, stando all'elenco delle spese in mano agli inquirenti, avrebbe pagato molte cene, spesso in un ristorante giapponese, e 899 euro per un Iphone nel 2012.

Le spese di Renzo Bossi - nche l'ormai ex consigliere regionale lombardo Renzo Bossi, detto 'il trota', figura, da quanto si è saputo, tra gli indagati nell'inchiesta della procura di Milano sulle spese illecite effettuate coi soldi dei rimborsi regionali. Anche per lui l'accusa è quella di peculato. Tra le spese che Renzo Bossi, indagato per peculato dalla Procura di Milano, avrebbe effettuato coi soldi del gruppo consiliare lombardo della Lega Nord ci sono anche numerosi acquisti di videogiochi, sigarette e bibite, in particolare la 'Red Bull'. Tra gli indagati poi, da quanto si è saputo, c'é anche un consigliere che avrebbe comprato coi rimborsi regionali anche il pane. 

Il capogruppo del Pdl ha speso 118mila euro -  Paolo Valentini, avrebbe fatto spese "estranee all'espletamento del mandato" per una somma complessiva di oltre 118.000 euro tra il 2008 e il 2012. E' quanto emerge dall'invito a comparire notificato all'esponente del Pdl. In particolare, Valentini avrebbe speso anche "1.560 euro" per una cena da 26 coperti nel dicembre del 2008 e "2.697 euro" di prodotti elettronici. 

Quindicimila euro in pasticceria e gratta e vinci - Il consigliere regionale lombardo della Lega Nord, Cesare Bossetti, avrebbe speso nel 2011 quasi 15 mila euro per comprare dolci in pasticceria e per fare colazioni con brioche e caffé. E' quanto emerge dall'inchiesta della Procura di Milano sui rimborsi regionali. Ad un altro consigliere lombardo, Angelo Giammario (Pdl), viene contestato invece di aver usato per fini personali oltre 27.000 euro di soldi pubblici. In particolare per noleggi auto e taxi. Pierluigi Toscani, uno dei 22 destinatari degli inviti a comparire della Procura di Milano, avrebbe acquistato anche "gratta e vinci" con i soldi pubblici. E' quanto emerge dalle carte delle indagini. All'esponente del Carroccio nell'elenco delle sue spese viene contestato anche l'acquisto di "salsicce di Norimberga" e di "lecca-lecca", oltre a "cartucce, armi, munizioni" da caccia per 752 euro.

Formigoni: "Batman non c'è in Lombardia" - "Credo proprio - ha aggiunto - che i nostri gruppi abbiano rispettato fino in fondo le regole". Arrivando al Pirellone a un convegno nell'ambito delle celebrazione dell'editto di Milano, Formigoni ha tenuto ad osservare "due cose" sull'inchiesta sui rimborsi. "La prima - ha detto - è che mi stupisce che siano soltanto alcuni gruppi, visto che le regole sono uguali per tutti". "La seconda cosa - aveva concluso l'ex governatore - è che in Lombardia le regole sono molto chiare, nette e del tutto diverse da quelle vigenti in altre Regioni: credo proprio che i nostri gruppi abbiamo rispettato fino in fondo le regole".

Nel mirino cene  e viaggi -  Alcuni consiglieri lombardi avrebbero speso soldi pubblici per degustazioni, cocktail e acquisti di carne in macelleria, oltre a videogiochi, cappuccini e brioche. E' quanto emerge dall'inchiesta della Procura di Milano sulle spese dei gruppi consiliari lombardi di Pdl e Lega.Stando a quanto ricostruito nelle indagini, alcuni consiglieri avrebbero usato i soldi pubblici per prendere ogni mattina cappuccino e brioche al bar. Inoltre, sarebbero stati spesi i soldi dei gruppi consiliari per acquisti di carne in macelleria, per pranzi in ristoranti di lusso milanesi, come 'A Riccione' e 'Berti', ma anche al Mc Donald's. In un caso poi un consigliere avrebbe anche chiesto lo sconto per un pranzo pagato con il prezzo 'Menu' bambinì. E gli investigatori avrebbero accertato anche soldi spesi per cocktail e degustazioni in pub e in altri locali, ma anche per pizze da asporto la domenica e per serate offerte ad amici.                              

Indagini su altri gruppi - I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, su ordine del procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dei pm Paolo Filippini e Antonio D'Alessio, stanno notificando i decreti di esibizione a tutti gli altri gruppi consiliari (esclusi quelli di Pdl e Lega). Con questa attività gli investigatori puntano a raccogliere tutta la documentazione relativa alle spese dei gruppi per accertare eventuali comportamenti illeciti.La richiesta di documentazione è stata fatta ai gruppi di Pd, Idv, Sel, Partito Pensionati, Udc e gruppo misto. La richiesta riguarda copia conforme della documentazione riguardo spese per attività di comunicazione, rappresentanza collaborazione/consulenza o comunque dichiarati utili per l'espletamento del mandato consigliare nel periodo compreso fra il 2008 e il 2012.
Taxi, alberghi, voli e biglietti del treno. Ma anche un vasetto di Nutella, i conti del gommista, quadri di un pittore lodigiano e tombole. Questi alcuni dei rimborsi 'sospetti' che i pm Alfredo Robledo, Paolo Filippini e Antonio D'Alessio contestano a 29 consiglieri regionali di Pd, Sel, Idv, Pensionati e Udc, indagati per peculato. Sette di loro, però, non dovranno presentarsi in procura per chiarire la loro posizione, ritenuta più lieve vista la scarsa entità delle spese sostenute con i soldi pubblici. Tra i nuovi indagati, che si vanno ad aggiungere ai 62 colleghi di Pdl e Lega, ci sono i capigruppo Luca Gaffuri (Pd), Chiara Cremonesi (Sel), Stefano Zamponi (Idv), Elisabetta Fatuzzo (Pensionati) e Gianmarco Quadrini (Udc). Oltre a loro, hanno già ricevuto avviso di garanzia e invito a comparire Giuseppe Civati (Pd), Alessandro Alfieri (Pd), Angelo Costanzo (Pd), Enrico Marcora (Udc), Franco Mirabelli (Pd), Carlo Porcari (Pd), Francesco Prina (Pd), Carlo Spreafico (Pd) e Antonio Viotto (Pd) e altri 12 politici regionali. Gli importi contestati sono generalmente più bassi rispetto a quelli scoperti per il centrodestra.


La "finalità istituzionale" di alcune voci, però, merita di essere spiegata, come ad esempio i 2,70 euro spesi dal consigliere Pd Carlo Sprafico per un barattolo di Nutella. Tra i rimborsi di Spreafico, anche il dvd del film Disney Hercules, un corso d'inglese, 4000 euro per due quadri del pittore lodigiano Romano Trojani, una macchina fotografica e una telecamera. Indagato anche Pippo Civati, volto emergente del Pd, per oltre 700 euro di taxi, biglietti ferroviari e hotel. L'esponente di Sel Chiara Cremonesi dovrà spiegare ai pm come, tra il 2010 e il 2012, abbia speso gli oltre 114mila euro che le vengono contestati in qualità di capogruppo al Pirellone. Nel suo 'carrello della spesa' un master su come vincere le elezioni da 59 euro, cappuccini, brioches, focacce, spremute e pieni di benzina. Tra le ricevute anche abbonamenti settimanali ai mezzi pubblici e parcheggi, un'orchidea da 25 euro, ben 6.534 euro sborsati il 20 marzo 2012 per l'ottimizzazione dei contenuti all'interno del sito, progetto a favore di www.giuliocavalli.net, spot a Radio Popolare e manifesti 'Lega Ladrona' e 'Formigoni go home'.

Tra le spese bizzarre, anche 11 tombole comprate dall'esponente dell'Udc Marcora dall'associazione Valeria Onlus, diverse copie del libro "Il bene di tutti. Gli affreschi del buon governo" per un totale di 2.380 euro, pranzi e cene e un treppiede per la telecamera con relativa sacca per 304 euro.
Le spese allegre di certi consiglieri regionali sono delle più svariate specie, come dimostra la vicenda dei 64 consiglieri lombardi sui quali pende l’accusa di peculato. I soldi pubblici in questo caso sarebbero stati spesi "tra i 2008 e il 2011 per l’acquisto di aspirine e vasetti di Nutella, serrature e caviale ma anche banchetti ben orchestrati. In tutto 2 milioni e 140mila euro" sacrificati sull’altare delle esigenze degli amministratori del Pirellone. Esigenze ritenute dai magistrati non corrispondenti alle previsioni di legge, evidentemente. Dalle indagini è esclusa la Giunta anche “se – stando a quanto riporta oggi il Corriere della Sera e riprende TgCom 24 – la Procura fa notare che i rimborsi, pur essendo corretti dal punto di vista formale, sono anomali”.
I consiglieri coinvolti - I consiglieri coinvolti apparterrebbero a Pdl (31), Lega (23), Pd (5), Udc (2), Sel (1), Italia dei Valori (1) e Pensionati (1). Tutti rischiano di essere rinviati a giudizio per peculato. Le spese dei consiglieri in questione infatti sembrano aver poco a che fare con l’attività politica. Secondo il Corriere, un consigliere della Lega (Alessandro Marelli) avrebbe speso 35 euro in un negozio di serrature. Mentre un altro del Pd (Guido Galberti) si sarebbe fatto rimborsare una confezione di aspirina da 12,10 euro. Il capogruppo dell’Udc (Gianmarco Quadrini) avrebbe presentato una ricevuta da 2.190, 29 euro per “caviale e pesce vario”. Giuseppe Angelo Giammario (Pdl) "si sarebbe fatto rimborsare 120 bottiglie di vino Refosco da 1.094 euro mentre il collega di partito Gianluca Rinaldin avrebbe speso 265,5 euro per pasteggiare con due commensali sorseggiando Brunello di Montalcino". Solo alcune delle spese pazze, perché non mancano tanti televisori, tablet e smartphone comprati a carico della Regione Lombardia.                     


Coppetta di gelato e vaso di Nutella - Colpisce in questa vicenda - come in quella di altre regioni del resto - che i consiglieri non abbiano esitato ad acquistare a carico dei cittadini oggetti e servizi particolari di un certo valore ma anche cose di valore infimo. Quasi che lo stipendio da consigliere non bastasse a far fronte neppure a certe piccole spese. Così "un esponente leghista del consiglio avrebbe presentato per il rimborso uno scontrino da 2,70 euro per una coppetta di gelato, mentre un altro del Pd avrebbe chiesto il rimborso di un vasetto di Nutella da 2,70 euro".

Si salva la Giunta - Si salva invece la Giunta. I Pm Alfredo Robledo, Paolo Filippini e Antonio D’Alessio hanno chiesto l’archiviazione per venti degli assessori nonostante alcune loro spese siano state definite “anomale e inopportune”. Si parla di “aperitivi da 179,75 euro, pranzi e cene in ristoranti stellati e costose degustazioni di vini pregiati”. Il Corsera parla per esempio di "un lungo elenco di pasti (quasi 17mila euro) riguardanti l’ufficio di presidenza allora guidato da Roberto Formigoni, ad esempio 22 pranzi o cene nell’ hotel a 5 stelle Le Meridien Gallia a due passi dal Pirellone. Ma anche in ristoranti famosi, come quello dell’11 marzo 2009 allo stellato Cracco in occasione di un incontro tra il Presidente e la Consulta architetti del Bie. Accompagnato da degustazione di vini, costato all’erario 2.520 euro". La decisione di non procedere nei loro confronti pare tuttavia derivi dal fatto che le norme applicabili sono più elastiche rispetto a quelle in vigore per i consiglieri regionali.

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