giovedì 10 aprile 2014

IL CASO SERIO DI MARIOLINA MOIOLI



   L'ex assessora della Giunta Moratti Mariolina Moioli


Il capo della 'ndrangheta al Nord è il boss Franco Coco Trovato detenuto dal 1993. Prima della cattura si occupava di narcotraffico con il boss calabrese della Comasina Giuseppe Flachi detto Pepè, Antonio Papalia di Buccinasco e al clan camorrista dei Batti. Sua figlia Giuseppina si sposò con Carmine De Stefano primogenito del boss Paolo De Stefano ammazzato nel 1985 (la famiglia più potente nella Calabria ndr) L'alleanza tra i Coco e i De Stefano, aumenta notevolmente la potenza di queste famiglie nell'ambito degli interessi malavitosi. Ma soprattutto vengono lanciate le prime basi per creare quelle alleanze tra 'ndrine del nord con 'ndrine del sud, facendo di Milano il vero centro degli interessi economici dell'ndragheta. Ora in carcere dal 2002 c'è il figlio Emiliano e da 5 giorni il fratello Mario Coco Trovato. 

                                                      


La Gdf di Milano ha arrestato 10 persone nel Lecchese, nell'ambito di un'inchiesta della Dda milanese contro la 'ndrangheta in Lombardia. L'operazione, chiamata 'Metastasi', è stata coordinata dal procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini e dal pm Claudio Gittardi ed eseguita dai finanzieri del comando provinciale di Milano. I dieci arrestati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, corruzione e turbativa d'asta. Nell'operazione  sono stati arrestati Mario Coco Trovato, fratello di Franco Coco Trovato, già in carcere per un ergastolo, il sindaco di Valmadrera, centro del lecchese, Marco Rusconi e il consigliere comunale di Lecco Franco Palermo.
Dalle intercettazioni sull'inchiesta è emerso che uno degli arrestati, il consigliere comunale Ernesto Palermo, accusato di associazione mafiosa, si definiva, parlando con altre persone al telefono, uno dei "nuovi uomini dei Trovato", ossia il clan dominante nella zona. Inoltre il consigliere è anche accusato di estorsione per l'episodio relativo ad un attentato ad un ristorante. E sempre Palermo non solo sarebbe stato eletto con i voti dei Trovato e puntava a fare l'assessore, ma si sarebbe dato da fare anche per "incidere sulla raccolta dei voti e sull'andamento delle consultazioni elettorali locali". Tanto che in accordo con Mario Trovato, il consigliere "pur appartenendo a diversa forza politica" nel 2011 si offrì di "procurare voti alla candidata per il Pdl al consiglio comunale milanese Moioli Maria Mariolina", anche ex assessore milanese alla Famiglia nella giunta di Letizia Moratti. Si sarebbe offerto di mettere a "disposizione" di Moioli, che non è indagata, il "proprio bacino elettorale e quello di altri politici in collegamento con famiglie calabresi" come Antonio Oliverio, ex assessore provinciale di Milano, e Luigi Calogero Addisi, ex consigliere comunale a Rho (Milano).


                                     Palazzo Marino
"Questa indagine conferma l'esistenza di una 'locale' a Lecco ed evidenzia il connubio fra l'organizzazione criminale con esponenti delle istituzioni". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, illustrando, nel corso di una conferenza stampa, i risultati dell'operazione 'Metastasi'.
Nell'ambito dell'operazione sono stati sequestrati 17 immobili, tra abitazioni e box, 5 autoveicoli, quote di partecipazione in tre societa', due bar e circa 700 mila euro distribuiti in otto depositi titoli. 
Nelle 566 pagine di intercettazioni che sono sull'ordinanza firmata dal Gip Alfonsa Ferraro c'è la disponibilità del consigliere comunale di Lecco, Ernesto Palermo, ( ex Pd e ora Gruppo misto, docente in un Istituto Statale, e residente a Galbiate) con il boss Mario Coco Trovato di sostenere la campagna elettorale di Mariolina Moioli pur appartenendo ad aree politiche diverse. Nelle 566 pagine non c'è traccia di un colloquio tra Moioli e Palermo e Mario Coco Trovato. Ma ci sorprende che su 48 candidati al Consiglio comunale di Milano l'esponente della 'ndrangheta Palermo indichi il nome della Moioli . Perchè proprio lei su 48 consiglieri? Non è dato sapere.
                                     Carmelina Madaffari   

Già nel 2006 la signora Moioli assunse come Direttore centrale del suo assessorato la signora Carmela Madaffari con un contratto favoloso di 217 mila euro l'anno. E qui non si capisce perchè Moioli assuma la Madaffari che in Calabria è stata  pesantemente criticata e allontanata dalle ASL di Locri, Crotone e di Lamezia Terme. E l'esponente calabrese dell'Ulivo il medico Francesco Fortugno che aveva chiesto pubblicamente le sue dimissioni per incapacità gestionali, sperpero del denaro pubblico, vantaggi, clientele, irregolarità e illegalità nell'ottobre 2005,  verrà assassinato dalla 'ndrangheta e la Madaffari candidata al Senato per l'Udc dove verrà trombata e avrà un risarcimento politico a Milano. Ora ci domandiamo, non senza angoscia e preoccupazione, perchè la Moioli prenderà proprio la Madaffari come n 2 dell'assessorato che a Locri (RC) aveva lavorato malissimo? Chi gliela segnalò? Qualcuno, calabrese, da Roma? O le due signore dell'alta borghesia (si fa per dire) si conoscevano già da tempo? Sono inquietanti la morte di Fortugno nel 2005, l'assunzione nel 2006 della Madaffari a Milano e il consigliere comunale di Lecco Palermo vicino alla 'ndrangheta che davanti al nuovo boss Mario Coco Trovato (fratello dell'ergastolano Franco Coco Trovato ndr) dice: potrei mettermi a servizio di Mariolina Moioli per la sua campagna elettorale.
Si, è vero, la Moioli non ha cercato esplicitamente o direttamente i voti né a Coco Trovato né a Palermo questo risulta dall'ordinanza di 566 pagine del Gip Ferraro. Ma ci sono mille modi per eludere le intercettazioni telefoniche o ambientali. In ogni caso, la Moioli se risulta estranea al clan di Coco Trovato, deve spiegare perchè i calabresi sono interessati alla sua persona. Certo, non puo' addurre motivazioni poco credibili  e scarsamente attendibili una donna che è in politica da oltre 40 anni e che è inquisita dalla magistratura corruzione, truffa aggravata, finanziamento illecito a partiti, peculato e falso. Moioli non può raccontarci le favole pensando di avere a che fare con dei cretini. Se la 'ndrangheta puntava su di lei  evidentemente una ragione c'era. Su 48 Consiglieri i Coco Trovato vorrebbero aiutare la Moioli.  Ed è la sua più stretta collaboratrice Carmela Madaffari, originaria dell' Aspromonte, che è contigua alla 'ndrangheta (i dirigenti della sanità in Calabria vengono a contatto con la 'ndrangheta)  che potrebbe essere l'anello di congiunzione con le 'ndrine di Reggio Calabria, Catanzaro e Crotone. Non ci sono le prove, sono tutte calunnie dirà.  Se voi però  leggete gli interventi durissimi al Consiglio regionale della Calabria fatti dal medico Fortugno  sulla Asl 9 di Reggio Calabria ( che dirigeva la Madaffari) il quadro affaristico  di corruzione e di associazione a delinquere che emerge col senno di poi è inquietante che Moioli abbia inserito la Madaffari  come direttore centrale dell'assessorato più importante di Milano. Tutti si domandarono dopo tale scelta: ma è possibile che a Milano non esista un Direttore centrale  ebisogna andare a cercarlo in Calabria a 1.200 Km? Ottima domanda. C'erano e ci sono degli interessi. Il braccio destro del sindaco Moratti aveva persone colluse con la 'ndrangheta e il consigliere comunale di Lecco Palermo lo dimostra col suo intervento al boss Mario Coco Trovato: "se vuoi mi metto a disposizione dell'assessora Moioli anche se sono di un'altra area politica..." Indubbiamente il Palermo è un uomo che non fa niente per niente ed fa solidarietà. Ma poichè è legato alla famiglia dei Coco Trovato e dei De Stefano la sua gratuità e il suo impegno (a voce) ci sorprendono notevolmente perchè vogliono "aiutare" donna Moioli.
L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e dal pm Tiziana Siciliano, è una tranche dell'indagine che nell'ottobre 2012 ha portato all'arresto di una serie di persone, tra cui Patrizio Mercadante, ex direttore del settore Minori dell’assessorato comunale milanese alla Famiglia, guidato da Moioli, per una
a vicenda di presunti appalti truccati per oltre 30 milioni di euro sulle cosiddette «case vacanza», ossia le colonie estive per bambini.
Mercadante è già stato rinviato a giudizio nelle settimane scorse con le accuse di corruzione e turbativa d’asta per la vicenda degli appalti pilotati, assieme all’ex manager della Cisl di Bergamo, Dario Zambelli, mentre alcuni imprenditori hanno patteggiato e uno è stato condannato. Mercadante è indagato, assieme a Moioli e altre 12 persone, anche nel nuovo filone di indagine appena chiuso perché, secondo l’accusa, era lui a gestire i presunti finanziamenti illeciti concessi dall’assessorato alla Famiglia ad una serie di associazioni. Nell’ambito dell’inchiesta nei mesi scorsi è stata anche sentito come testimone l’ex sindaco di Milano, Letizia Moratti, e a più riprese è stato interrogato lo stesso Mercadante.
            Il Procuratore Aggiunto di Milano Robledo

martedì 8 aprile 2014

LA SECESSIONE IN ITALIA



La Procura di Brescia ha fatto arrestare 24 veneti con le accuse di terrorismo (art. 270 bis CP) e fabbricazione e detenzione di  armi da guerra. Altre 2 persone sono detenute agli arresti domiciliari per l'età e ben 27 persone sono indagate. Il tutto per aver costituito un gruppo separatista denominato l'Alleanza. In carcere è finito anche l'ex Sottosegretario agli Esteri Rocchetta. Tra le accuse spicca quella ridicola di avere fabbricato un carro armato artigianale attrezzato con un cannoncino. Il Gip per convalidare l'arresto ha scritto: "Disegno eversivo, pronti a deriva violenta per una rivolta popolare in armi". Mentre l'intercettazione ritenuta inquietante dai magistati è la seguente: "Caricare i candelotti di dinamite". I Carabinieri stanno anche eseguendo perquisizioni a carico di altri 27 indagati. Secondo le indagini del Ros, le persone arrestate avrebbero fatto parte di un «gruppo riconducibile a diverse sigle di ideologia secessionista che aveva progettato varie iniziative, anche violente, finalizzate a sollecitare l'indipendenza del Veneto e di altre parti del territorio nazionale dallo Stato italiano».Tra gli indagati figurerebbero anche un leader del Forconi e un ex deputato. Fra i primi nomi che si fanno on-line (sul sito L'indipendenza) ci sarebbero Lucio Chiavegato e Patrizia Badii, rispettivamente presidente e segretaria della Life, e anche il direttore del quotidiano l’Indipendenza” Gianluca Marchi (primo direttore de La Padania ndr)  a cui hanno sequestrato il computer. I soggetti nel mirino della procura sono “Alleanze tra i popoli”, “Veneto Serenissimo Governo”, “Veneta Seressima armata”.
 «Velleitari», ma non per questo meno pericolosi perché, a carico dei 24 secessionisti arrestati  sull’asse Brescia-Venezia, ma con rapporti anche con la “Disubbidientzia” dei sardi di Salvatore «Doddore» Meloni e desiderosi di riconoscimenti formali da Paesi ritenuti amici come Serbia e Svizzera, secondo il gip di Brescia, esiste «un quadro indiziario nitido, composito e gravissimo in ordine all’effettiva sussistenza di uno stabile vincolo associativo» con il fine «senza dubbio eversivo dell’ordine democratico e costituzionale». 


Il fine, la cui realizzazione prevedeva l’assalto a piazza San Marco, a Venezia, con un “Tanko”, un carro armato rudimentale assurto a totem, dopo lo spettacolare attacco dei serenissimi nel ‘97, era «intaccare l’unità dello stato e creare un nuovo Stato regionale», «a regime almeno provvisoriamente autoritario e con un governo autoproclamato del tutto privo di legittimazione democratica».
Il bresciano Giancarlo Orini, ex candidato sindaco a Brescia nel ’98 per la lista “Liberi bresciani”, gli ex Serenissimi Luigi Faccia e Flavio Contin, tutti arrestati, per i carabinieri del Ros, coordinati dal procuratore aggiunto Fabio Salamone e dal pm Leonardo Lesti, erano «pienamente consapevoli della necessità di alzare il livello di scontro per conseguire gli obiettivi prefissati». 
 

Orini e Contin sono ai domiciliari perché ultrasettantenni. Il Tanko,  a differenza del ‘97, questa volta poteva sparare davvero e la pala cingolata Fiataallis modello Fl 20 blindata e armata, era già stata testata con spari a salve nel capannone di Casale di Scodosia, nel Padovano, chiamato Arsenale. Anche il programma si rifaceva a quello dei Serenissimi ma con modalità più «aggressive e violente» e, oltre all’occupazione della piazza, era prevista anche «l’insurrezione degli stati della popolazione del Nord Italia maggiormente esasperati dalla crisi economica».
E in carcere è finito anche Lucio Chiavegato, portavoce del “Coordinamento 9 Dicembre”, considerato anche l’ala moderata dei forconi, che ha ancora il presidio a Soave. Arrestati anche Patrizia Badii, 50 anni, veronese, candidata sindaco nella sua città nel 2012 per la lista “Veneto Stato”, e il marito Luca Vangelista che per gli investigatori avrebbe contribuito e non poco alla costruzione del Tanko (dalle intercettazioni il gruppo aveva intenzione di fabbricarne sei).
In carcere anche il fondatore della Liga Veneta, poi confluito nella Lega Nord che lasciò sbattendo la porta, Franco Rochetta, un pò l’ideologo dell’Alleanza, con il suo carisma e la sua storia politica. Stessa sorte per l’ex parlamentare leghista milanese Roberto Bernardelli, considerato il finanziatore del gruppo e chiamato «il facoltoso» nelle intercettazioni.            

L’organizzazione, hanno ricostruito i pedinamenti, le riprese filmate, le intercettazioni telefoniche e ambientali, era nata il 26 maggio del 2012 a Erbusco. C’erano quelli di Brescia patria, di Veneto Stato, di Disubbidientzia e alcuni dei venerati Serenissimi. Le riunioni avvenivano in particolare in un ristorante di Leno, nella Bassa bresciana, El Graner, oppure nel loro arsenale. In previsione del blitz era già stato costituito un Direttorio, ed era stato nominato anche un «comandante della piazza per la Venezia serenissima armata» .

Dopo il blitz anche una conferenza stampa («in una capitale europea da individuare») per avere la massima visibilità. All’iniziativa della magistratura bresciana ha risposto con la sua consueta veemenza il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini: «Aiutano i clandestini, cancellando il reato di clandestinità, liberano migliaia di delinquenti con lo svuota-carceri, e arrestano chi vuole l’Indipendenza. Siamo alla follia. Se lo Stato pensa di fare paura a qualcuno, sbaglia».
Il procuratore di Brescia, Tommaso Buonanno precisa: «Non vi sono elementi che evidenzino collegamenti fra queste persone e la Lega Nord». Anzi, si tratta di uomini e donne che con il Carroccio «avevano avuto contrasti» perché ritenevano quella dei leghisti una linea troppo morbida.
I secessionisti: “questa volta spariamo”
Nel capannone abbandonato di un paesino in provincia di Padova ribattezzato l’Arsenale, davanti ad un trattore trasformato grazie al progetto di un moldavo in un «potente e poderoso» Tanko «destinato ad attaccare il regime che da troppo tempo ci affligge e ci umilia», i nostalgici dei Serenessimi che 17 anni fa assaltarono San Marco, progettavano l’indipendenza dall’Italia: «verranno a prenderci le teste di cuoio come accaduto nel 1997... potrebbe essere, ma questa volta i mezzi sono molto più grossi e sparano davvero».        
      
Perché «contro uno stato di merda del genere cosa puoi fare...c’è da stare solo alla regola del fucile». Le carte dell’inchiesta che ha portato al blitz contro i secessionisti lombardo-veneti sono lo specchio delle parole del comandante del Ros, il generale Mario Parente: gli esponenti dell’Alleanza sono «velleitari ma pericolosi». Gente che al telefono parla della necessità di passare dalle parole ai fatti, «caricando i candelotti di dinamite» e instaurando un «clima di terrore» e che allo stesso tempo teme le conseguenze delle proprie azioni, perché «la gabbia (la prigione, ndr) non è proprio che sia l’obiettivo».

Personaggi che ipotizzano di emulare gli eco-terroristi dell’Alto Adige attaccando i tralicci dell’alta tensione ma subito si fermano: perché «non è che danneggi il Quirinale - dice il leader indiscusso dei veneti Luigi Faccia in una delle tante riunioni “operative” nel ristorante El Grenor di Leno -... danneggi il coglione che si sta guardando la partita e che si incazza come una iena».
Rivoluzionari che arrivano all’aeroporto di Linate dalla Sardegna per andare alla riunione fondativa dell’Allenza tra secessionisti di Veneto, Lombardia e, appunto, Sardegna, ma rimangono bloccati perché senza patente: «Hanno prenotato una macchina - dice il `presidente´ Giancarlo Orsini al telefono con Faccia - ma uno ha la patente scaduta e il leader si è dimenticato la patente a casa».
Ma non vanno sottovalutati, i moderni Serenissimi. Perché, come scrive il Gip, «la realizzazione del cannoncino ad hoc» che doveva essere montato sul Tanko, non più il calibro 50 usato dalla Nato che era nelle intenzioni ma un più modesto e comunque letale 19-20, «era in fase avanzatissima»: «quando gli metteremo le galline (munizioni, ndr) dentro sai che soddisfazione» diceva ridendo l’ ambasciatore del governo secessionista, Tiziano Lanza, l’uomo che avrebbe dovuto trattare con gli altri paesi che nelle intenzioni dei secessionisti avrebbero riconosciuto il “Veneto libero”.



E perché le elezioni europee erano ormai imminenti ed era quello, è la conclusione di Orsini, «il momento magico» per il gesto eclatante, visto che «non siamo cacciatori di poltrone». Perché, ancora, l’unico serio limite” incontrato dall’organizzazione è stato «di tipo finanziario», mentre «l’ostentata certezza di un largo seguito popolare è effettivamente coerente ai successi dell’organizzazione» nella fase di reclutamento. E ci credevano davvero, i secessionisti, di poter avere un seguito popolare ben più ampio di quello di 17 anni fa.
«Pensiamo di pescare in questo mare infinito di invisibili» ragionava Faccia ricordando gli effetti della crisi, le tasse, la classe politica «marcia», Equitalia. Oppure nei delusi della Lega: «si sono lasciati arrendere senza lottare - attacca Lanza parlando del Carroccio - è stato quello (Bossi, ndr) che ha tradito la gente semplice». Gente che invece, prosegue Lanza, va convinta: «se incidi il cristallo dell’individualità...l’impatto mediatico sarà una roba bestiale».
Il Comandante prov.  dei Carabinieri di Brescia Col. Giuseppe Spina

Davanti al Tanko, il ministro del Tesoro del governo secessionista Corrado Manessi, diceva così: «è ora che i nostri popoli la smettano di subire la Storia, noi dobbiamo cominciare a riscriverla». Parole molto simili a quelle dell’ex Serenissimo Flavio Contin, convinto che «bisogna essere realisti in maniera fanatica...ci siamo solo noi altri che possiamo cambiare la storia...abbiamo 2 nemici: lo Stato italiano e il tempo che abbiamo a disposizione».
E Lanza: «l’unico modo per reclamare l’indipendenza bisogna che tu fai un atto di forza». Li hanno fermati i carabinieri. Ma non finirà come ipotizza Mario Mainetti, altro ex della frangia più radicale della Lega, al telefono con Orini: male che vada, nella peggiore delle ipotesi ci troviamo a casa mia a tagliare su un salame». 
A mio avviso questi 24 secessionisti non meritavano il carcere. E' una forzatura e una lettura del Codice Penale con alcuni eccessi. Privare della libertà chi costruisce un carro armato scassato per entrare in San Marco e fare un'azione dimostrativa non merita il carcere. E' un eccesso di zelo da parte di magistrati. Un ferro vecchio non fa paura a nessuno e neanche delle munizioni arcaiche di guerra. Lo Stato ha risposto con la repressione dura e spietata  invece di ascoltare i problemi dei Nord che paga le tasse e dà lavoro a centinaia di migliaia di cittadini.  Questo blitz è solo l'inizio e galvanizzerà milioni di persone al Nord fino alla guerra civile. Ormai è troppo tardi per fermarli. I cittadini sono spremuti come limoni, altri  si tolgono la vita per le cartelle di Equitalia, moltissimi pagano imposte insostenibili, 
altri perdono il lavoro, altri non riescono ad arrivare alla fine del mese. Senza contare che le banche non aiutano più le famiglie ma solo i vari imprenditori come Ligresti e i De Benedetti. Il Nord, piaccia o no, farà la secessione, ma sarà un bagno di sangue perchè quando la gente ha fame scende in piazza. Altro che ferrivecchi o munizioni della seconda guerra mondiale o il carcere. Questi 24 uomini e donne sono già degli eroi nelle loro terre.

                                   L'Italia senza il Veneto (circa 5 milioni di abitanti)

domenica 6 aprile 2014

RAVENNA, PARROCO IN CARCERE PER PEDOFILIA


       Il prete della Diocesi di Ravenna Giovanni Desio (sospeso)


Un parroco, don Giovanni Desio, è stato arrestato per atti sessuali con minori e adescamento a Ravenna. E' in carcere. Per il gip,il sacerdote ha una 'spiccata spregiudicatezza e capacità a delinquere con totale assenza di freni inibitori", la sua condotta "poteva essere contrastata solo attraverso la misura estrema di cautela".

Dopo perquisizione sigillata canonica parrocchia Casalborsetti - La canonica della parrocchia di Casalborsetti, alloggio di don Giovanni Desio, è stata sigillata dopo la perquisizione eseguita dagli inquirenti, che hanno sequestro diverso materiale appartenente al sacerdote tra cui il suo computer, i telefonini, diverse foto, materiale tecnologico, appunti, agende e perfino alcuni palloni. L'interrogatorio di garanzia è fissato per lunedì davanti al Gip Rossella Materia. Per ora il sacerdote raggiungerà una cella del carcere di Ravenna. Chi lo ha visto, ha descritto una persona trincerata nel silenzio e prostrata. Oggi, a dire messa nella piccola località della riviera, è andato personalmente l'Arcivescovo mons.  Lorenzo Ghizzoni  titolare della Diocesi di Ravenna-Cervia.
Lo stesso prete due mesi fa era finito di sera in un canale con il suo suv Bmw 'X1-18', acquistato da poche settimane, e si era salvato in extremis, grazie all'intervento di tre abitanti della zona che lo hanno estratto fradicio dall'abitacolo. Grande lo stupore degli 'angeli custodi' quando hanno scoperto che il conducente era il parroco del paese, Casalborsetti, sui lidi nord della riviera ravennate. Portato all'ospedale, era stato dimesso subito. Le sue condizioni non erano gravi. Intanto nei suoi confronti erano scattati, come da routine, gli accertamenti tossicologici; la dinamica dell'incidente è passata al vaglio della Polizia municipale, che aveva  eseguito i rilievi.
Bmw da 35mila euro - E c'è già chi ha fatto notare che don Giovanni Desio, 52 anni, si è fatto cogliere in controtendenza rispetto a quanto aveva detto con vigore Papa Francesco la scorsa estate, incontrando in Vaticano seminaristi e novizi: "A me fa male quando vedo un prete o una suora con un'auto di ultimo modello: ma non si può!". Un messaggio di sobrietà che  papa Bergoglio ha applicato in prima persona, usando per gli spostamenti interni un'utilitaria Ford Focus azzurro metallizzato, non la classica berlina extra-lusso. Il sacerdote viaggiava invece con un nuovo Suv nero, un modello del valore di 35.000 euro, acquistato a km zero meno di un mese fa da una concessionaria di Ravenna. Prima, raccontano i vicini, aveva una Golf 'datata'. Il 'don' è molto conosciuto in zona: fa parte del Consiglio pastorale diocesano, è direttore del settimanale 'Risveglio Duemila'.

            
                Il suv della BMV da 35 mila euro del prete
                          (uno schiaffo alla miseria...)

Veste casual - Una vocazione in età adulta, da 13 anni è parroco di Casalborsetti, oggi 900 abitanti scarsi, dove ha dato vita a diverse iniziative tra i parrocchiani. Non veste l'abito talare ma in stile casual, era amico di Franco Califano, ama la musica e non disdegna il festival di Sanremo, è conosciuto da anni anche come critico cinematografico e ha frequentato i festival di Mar del Plata, Locarno, Venezia dove è stato tra l'altro in giuria per il premio 'Ragazzi e cinema'. "Esprimere modernità e cultura - si legge in una sua intervista on line di tre anni fa ad un settimanale locale - ad alcuni ha dato fastidio. E' stata dura infrangere la barriera del provincialismo".
L'incidente - Il prete aveva urtato a velocità sostenuta una vettura in sosta sulla strada, nei pressi di un ristorante, proiettandola diversi metri più avanti e provocando forti danni, poi con la Bmw è finito nell'adiacente canale Destra Reno, sfondando la balaustra del canale e rimanendo sospesa per qualche momento sugli ormeggi di una barca, prima di scivolare verso l'acqua. Fortunatamente il rumore del botto, amplificato in una silenziosa sera di febbraio, ha attirato sulla via il proprietario dell'auto semidistrutta, una Golf, un altro residente e il titolare di un vicino bar. Con un martello sono riusciti a sfondare il parabrezza e hanno tirato fuori dall'abitacolo e dall'acqua il prete, che era rimasto sempre cosciente. Soccorso dal 118, era stato condotto all'ospedale. Il Suv è stato imbragato e recuperato dai vigili del fuoco. Il fuoco non sembra significa inferno, in effetti.
Nel 2008 alcune polemiche avevano interessato don Giovanni Desio circa il contenuto, ritenuto da taluni velatamente erotico, di una poesia che il parroco di Casalborsetti aveva pubblicato sul supplemento di «Risveglio», il settimanale diocesano di informazione locale, uscito in occasione dell'apertura del Ravenna Festival dedicato alla figura femminile «errante, erotica, eretica». Tra i versi di «Avevi detto... per sempre», comparivano: «Amore bacia / la mia bocca / Bocca taci di / quell'amore, / che non si dice, / se non nella sera / brulicante / d'ingenuità... / non d'innocenza». E ancora: «Fra l'acque turbinose / tu m'afferri con candida mano / e m'attanagli nell'imbrunire sulfureo, / con il soffio carezzevole / del tuo sguardo (s)fuggevole». Il sacerdote, interpellato in merito, aveva a suo tempo precisato che quando «si legge un testo, ognuno è libero di interpretarlo come vuole». Aveva pure sottolineato che «quello è un testo vecchio, la passione per la poesia l'ho sempre avuta. Quella è di un paio di anni fa».








 L'arcivescovo Lorenzo Ghizzoni: "Sincera vicinanza alle vittime"

L’arcivescovo di Ravenna-Cervia monsignor Lorenzo Ghizzoni, sconcertato per la notizia relativa a Don Giovanni Desio, accusato di abusi sessuali nei riguardi di minorenni, esprime sincera vicinanza alle vittime e alle famiglie di quanti risultassero avere subito violenza. Nel contempo nutre piena fiducia nella magistratura al fine di un sollecito chiarimento dei fatti realmente accaduti, mentre conferma la totale disponibilità a collaborare con gli inquirenti per ogni fine di giustizia. Infine invita tutta la comunità cristiana a un momento di preghiera per affrontare insieme lo sconcerto e il dolore per un così grave scandalo.

sabato 5 aprile 2014

BERLUSCONI E I CATTOLICI LIBERALI

                                
                                            Duc in altum!
                                            
Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, dopo 20 anni ritorna ad essere protagonista nelle Elezioni europee. Ma questa volta con due soggetti politici nuovi: il partito democratico di Matteo Renzi e il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. I sondaggi danno il PD al 31.9%, il M5S al 23% (Grillo ha promesso di ritornare a Genova se vince il PD)   e F.I al 20,9 %, la lega Nord al 5%, Fratelli d'Italia al 3,5%, Ncd al 4%, Popolari per l'Italia al 2%, il Psi all'1%, Scelta civica all'1%. In questa prospettiva, Forza Italia, se non ha il consenso dei cattolici potrebbe diventare il terzo partito anche perchè gli ex alleati corrono tutti da soli (la Lega, Fratelli d'Italia, Ncd, Popolari per l'Italia, e il Psi) senza contare quei partitini dello 0,5%.
Berlusconi, dal 10 aprile p.v.  andrà probabilmente  agli arresti domiciliari senza uscire dalla sua abitazione e senza ricevere persone che non siano avvocati o medici o i figli, oppure sarà affidato in prova ai servizi sociali. A prendere la decisione sarà il Tribunale di Sorveglianza di Milano essendo la pena ormai definitiva. Berlusconi non potrà fare la campagna elettorale a tempo pieno. Sarà Giovanni Toti a coordinarla e a dire l'ultima parola sulle liste e sugli uomini e donne che ne faranno parte nelle circoscrizioni del sud, del centro e del nord ovest e nord est. Antonio Tajani, Lara Comi, Licia Renzulli e Barbara Matera. E' probabile, dopo l'assoluzione, il ritorno di Claudio Scajola. A Sud dovrebbe esserci Clemente Mastella ma ci sta pensando anche Raffaele Fitto.Per la prima volta dopo 20 anni ci saranno solo i suoi esponenti a fare la campagna elettorale senza il loro leader.  Gli elettori saranno deprivati del loro leader che tra le altre cose non potrà neanche  recarsi a votare. Un diritto conculcato, violato e rubato.  Berlusconi  avrà libertà di movimento se il Tribunale sorveglianza gli concederà l'obbligo di firma come a tantissimi condannati. Ma non ne sono così sicuro. La partita elettorale si giocherà su chi sarà il secondo partito dopo il PD che i sondaggi danno vincente. Potrebbe essere il movimento di Grillo o Forza Italia. Forza Italia deve però recuperare i voti dei cattolici che sono andati con Comunione e Liberazione  cioè con NCD oppure sono confluiti col PD con Rosy Bindi, Renzi, Franceschini, Letta, Fioroni, ecc. Forza Italia deve spiegare che accetta i valori non negoziabili (vita, famiglia e libertà di educazione). Che accetta una famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna e non già una famiglia allargata o figlie di lesbiche o omosessuali come genitori. Forza Italia deve dire no ai matrimoni gay, al far west nella bioetica, e no all'aborto. Forza Italia deve impegnarsi a mettere in pratica la dottrina sociale della Chiesa, la cultura della solidarietà e quella della sussidiarietà. E aiutare le scuole private gestite dai religiosi con buoni per le famiglie bisognose e desiderose della libertà di apprendimento per i loro figli.  Non solo: la recessione economica ha creato le nuove povertà (i disoccupati, le madri abbandonate, gli anziani soli, i minori allontanati da casa, gli alcolisti, i tossicodipendenti, gli ammalati psichici, i disabili, gli ex detenuti, i single che non hanno più casa, gli sfrattati, ecc. Forza Italia deve aiutare gli emarginati coloro che rischiano di essere scartati dalla società e che papa Francesco chiama tale fenomeno  cultura dello scarto. "Viviamo in una societa che esclude Dio dall'orizzonte; e questo, giorno per giorno, narcotizza il cuore". E' il messaggio che Papa Francesco ha lanciato su Twitter. Nell'incontro con 8mila tra ciechi e sordomuti, papa Bergoglio ha denunciato che ci sono "due culture opposte: la cultura dell'incontro e la cultura dell'esclusione, del pregiudizio. Si pregiudica e si esclude".  "La persona malata o disabile, proprio a partire dalla sua fragilita, dal suo limite, puo diventare - ha detto - testimone dell'incontro: l'incontro con Gesù, che apre alla vita e alla fede, e l'incontro con gli altri, con la comunita". Secondo papa Bergoglio, "solo chi riconosce la propria fragilita, il proprio limite puo costruire relazioni fraterne e solidali, nella Chiesa e nella societa". Rivolgendosi ai disabili presenti nell'Aula Nervi, Papa Francesco li ha esortati: "Lasciarsi incontrare da Gesù: solo Lui conosce veramente il cuore dell'uomo, solo Lui può liberarlo dalla chiusura e dal pessimismo sterile e aprirlo alla vita e alla speranza".
Parlando di alcuni cattolici il Papa ha detto che sono malati di ''accidia'' spirituale altri affetti da ''formalismo'', che porta a vite ''ferme e tranquille'', e ad una sorta di ''anestesia'' dello spirito. Lo ha detto papa Francesco nel corso della sua omelia nella messa a Casa Santa Marta. ''Io penso a tanti cristiani, tanti cattolici: - ha spiegato papa Bergoglio - si', sono cattolici ma senza entusiasmo, anche amareggiati! 'Si', e' la vita e' cosi', ma la Chiesa... Io vado a Messa tutte le domeniche, ma meglio non immischiarsi, io ho la fede per la mia salute, non sento il bisogno di darla ad un altro...'. Ognuno a casa sua, tranquilli per la vita... - ha notato papa Francesco - Ma, tu fai qualcosa e poi ti rimproverano: 'No, e' meglio cosi', non rischiare...'''. Questa, ha poi aggiunto ''e' la malattia dell'accidia, dell'accidia dei cristiani. Questo atteggiamento che e' paralizzante dello zelo apostolico, che fa dei cristiani persone ferme, tranquille, ma non nel buon senso della parola: che non si preoccupano di uscire per dare l'annuncio del Vangelo! Persone anestetizzate''. Quel non immischiarsi, ha continuato il pontefice, diventa ''accidia spirituale''. E ''l'accidia e' una tristezza'', e questi cristiani sono tristi, ''sono persone non luminose, persone negative. E questa e' una malattia di noi cristiani''. Andiamo a Messa ''tutte le domeniche, ma - diciamo - per favore non disturbare''. Ma il papa ha voluto anche mettere in guardia da quelloche ha definito il peccato del formalismo. ''Cristiani che non lasciano posto alla grazia di Dio. E la vita cristiana, la vita di questa gente e' avere tutti i documenti in regola, tutti gli attestati''. ''Cristiani ipocriti, come questi ai quali interessavano soltanto le formalita'. Era sabato? No, non si possono fare miracoli il sabato, la grazia di Dio non puo' lavorare il sabato. Chiudono la porta alla grazia di Dio!''. ''Ne abbiamo tanti nella Chiesa: ne abbiamo tanti! - e' stata la triste constatazione di Francesco - E' un altro peccato. I primi, quelli che hanno il peccato dell'accidia, non sono capaci di andare avanti con il loro zelo apostolico, perche' hanno deciso di fermarsi in se stessi, nelle loro tristezze, nei loro risentimenti. Questi non sono capaci di portare la salvezza perche' chiudono la porta alla salvezza''.
Ecco perchè non possiamo lasciare a Comunione e liberazione e al Partito democratico l'esclusiva di rappresentare i cattolici. In Cl abbiamo visto troppi esponenti che sarebbero coinvolti in scandali ( Antonio Simone, Formigoni, Daccò, Alberto Perego, Alberto Villa, Fabrizio Rota, ecc.). Ora, i loro referenti politici sono Alfano,  Lupi e Formigoni del NCD. Infine ci sono i cattolici adulti come Bindi, la sinistra democristiana ma loro occupano i posti e non rubano. Casini invece era l'uomo del centro ma con l'arrivo del movimento di Grillo è sparito politicamente col suo UDC.
Ecco perchè Silvio Berlusconi deve allearsi con un partito cattolico nuovo e moderno che aderisca ai valori morali cristiani e sociali in sintonia con i moderati di Forza Italia che gli consenta di arrivare al secondo posto dopo il Pd. Diversamente, Forza Italia, senza i cattolici sarà il terzo partito alle europee. Il che non è una bella prospettiva.

PIAZZA PULITA IN FORZA ITALIA ATTRAVERSO LA VIA GIUDIZIARIA

In questi giorni, i giornali non hanno approfondito volutamente,  una notizia grave, importante e sconcertante. Si tratta della dottoressa Ilda Boccassini (Procuratore aggiunto di Milano)  la quale, su incarico del Procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, ha fatto il pubblico ministero in un processo contro Silvio Berlusconi per i presunti  reati di concussione e prostituzione minorile. La prostituzione non si fa dentro la Villa San Martino ad Arcore,  ma sulle strade (non essendoci in Italia i casini e quando c'erano erano 700 e le donne registrate 3000)  e affemare il contrario significa avere pregiudizi e odio politico verso il dottor Berlusconi. Significa non operare un attento discernimento dei fatti. Un conto, infatti, è una festa con decine di invitati  alla presenza della scorta del Presidente del Consiglio, un altro è fare sesso con minorenni come viene contestato senza prove nè testimoni a Berlusconi quasi che la casa del primo ministro fesso un bordello a cielo aperto. In Italia è vietato fare feste private, cantare, suonare il pianoforte e assistere a degli sheck con delle giovani ragazze. Chi ripagherà mai Berlusconi da questi schizzi, anzi palate di fango?   Mi dicono che la signora  Boccassini non sia iscritta a sindacati della magistratura,  ma Bruti Liberati è un esponente di punta di Magistratura democratica (le toghe rosse, per intenderci ndr). In sostanza, il Procuratore aggiunto di Milano, Roberto Robledo, sostiene che Bruti Liberati non poteva in alcun modo assegnare l'incarico di Pm nel processo contro Berlusconi alla Boccassini perchè quest'ultima si è sempre occupata del pool antimafia e del pool contro la criminalità organizzata. E, quindi, la signora, non aveva alcun titolo per fare la requisitoria contro l'ex Presidente del Consiglio anche se aveva l'avvallo di Bruti Liberati. Non dimentichiamoci che la Boccassini chiese in quel processo ben sei anni di reclusione e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Cioè il massimo della pena per il leader dei moderati italiani conosciuto in tutto il mondo e leader di una coalizione di 10 milioni di elettori. L'esclusione a vita dalla politica coatta. Una cosa che non accade nè in Russia, nè a Cuba, nè nella Corea del Nord, nè in Cina, nè in Siria e in tutti gli altri Stati autoritari e repressivi. Poi, il Tribunale presieduto dalla signora Giulia Turri,  ne propose sette come se giocare sulla vita di un uomo di 77 anni e arrestarlo fosse la cosa più normale e più naturale  di questo mondo. Vedremo il 10 aprile cosa si inventeranno i giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano per impedire al Presidente Berlusconi di fare politica per le Europee. In ogni caso, ritornando alla signora Boccassini, se fosse vero che lei avrebbe fatto il diavolo a quattro per processare Berlusconi, saremmo di fronte non solo ad eccessi ed abusi nel diritto penale ma ad una forma di tortura e di violazione dei diritti umani. E' con rammarico, stupore e amarezza che scriviamo queste cose dolorose che riguardano il nostro Paese.
Gli avvocati di Silvio Berlusconi hanno presentato ricorso in appello contro la sentenza con cui i giudici di primo grado lo scorso 24 giugno hanno condannato l’ex premier a 7 anni di carcere e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici per il caso Ruby, chiedendo l’assoluzione dalle accuse di concussione e prostituzione minorile con la formula "perché il fatto non sussiste". L’atto è stato depositato presso la cancelleria penale del Tribunale di Padova e nei prossimi giorni verrà trasmesso alla Corte d'Appello milanese. Il processo di secondo grado a carico del Cavaliere dovrebbe aprirsi dopo Pasqua.                                   




Nel ricorso - circa 480 pagine - depositato con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza dei termini si evidenzierebbe non c'è prova che Silvio Berlusconi abbia compiuto atti sessuali a pagamento con Ruby. Gli avvocati del leader di Forza Italia, Niccolò Ghedini e Piero Longo, nella stesura del testo sottolineano che Karima El Marough ha sempre negato di aver fatto sesso, men che meno a pagamento, con l'ex premier. E proprio le affermazioni della ragazza sono uno dei punti cardine che hanno portato la difesa a sostenere che manca il presupposto per la sussistenza di entrambi i reati contestati, cioè la concussione per costrizione e la prostituzione minorile in relazione all'ipotesi del compimento di atti sessuali con minorenne (art. 600 bis, comma 2 c.p.). Nel ricorso, inoltre, si ribadisce che il denaro versato dall'ex capo del Governo a Ruby era avvenuto a titolo di aiuto economico, come un gesto di "liberalità". Lo scorso 21 novembre, nelle 326 pagine di motivazioni della sentenza, il Tribunale aveva scritto che era provato che Berlusconi, quando era presidente del Consiglio, in cambio di denaro e gioielli fece sesso con Ruby, la giovane che sapeva essere minorenne e che era stabilmente inserita "nel collaudato sistema prostitutivo ad Arcore" dove, sotto la sua regia, andava in scena il bunga-bunga, esibizione hot delle ospiti organizzata per "soddisfare" i suoi "desideri" (siamo di fronte ad un  quadro indiziario e probatorio  molto labile, lacunoso e inconsistente ndr).   Inoltre, per i giudici, l'ex capo del Governo, per evitare che tutto ciò venisse a galla, "abusò" del potere di premier per fare pressioni sui funzionari della Questura di Milano e ottenere il ''rilascio'' della marocchina accusata di furto. Ora, con il ricorso in appello, il leader di Forza Italia punta a ribaltare quel verdetto e a ottenere la piena assoluzione per mancanza di prove a suo carico. Silvio Berlusconi è un perseguitato dalla magistratura: lo dicono 2.600 udienze, 26 processi, centinaia di controlli delle Finanza nelle sue aziende. Un caso unico al mondo. Se poi consideriamo che non gli consentono di fare le elezioni politiche significa che in Italia la democrazia è sospesa.  Si, perchè i De Benedetti hanno 1,8 miliardi di euro di debiti con le banche italiane (poi scopriamo che molti italiani si tolgono la vita perchè la loro banca gli ha negato 110 mila euro) e sono a piede libero, nessuno li inquisirebbe se commettessero dei reati. Tanto loro sono i padroni di Repubblica, l' Espresso e tutti i quotidiani minori presenti sul territorio italiano. E la cittadinanza- residenza svizzera? Stendiamo un velo pietoso.   Salvatore Ligresti e i suoi famigliari che hanno  "occultato" ben 400 milioni di euro delle due holding di famiglia (Simco e Sinergia) non è interdetto perpetuamente dai pubblici uffici e nessuno si sogna di dargli 7 anni come a Berlusconi nonostante abbia 1 miliardo di debiti con Mediobanca e altri centinaia di milioni con Unicredit dove il costruttore siciliano era consigliere nel Cda.  Due pesi e due misure in questo Paese dove la magistratura fa quello che vuole. La selezione della classe dirigente, cara senatrice Ombretta Fumagalli Carulli, tu che sei stata nel Csm della Magistratura e che sei stata Docente Ordinario alla Cattolica di Diritto Canonico e che conosci bene Bruti Liberati fin da quando portava i calzoni corti, la fa il popolo italiano. Non le camarille dei magistrati, le consorterie delle varie toghe rosse, le combriccole dei sindacati del Csm, le cricche delle  varie correnti di MD, MI, UpCost ecc. Tu,  come cattolica,  hai un preciso dovere: quello di lavorare per la promozione del  bene comune e per una gestione della cosa pubblica trasparente. Questo Paese non rinascerà se non ci sarà un nuovo senso del dovere: ci sono la recessione economica, il debito pubblico, il dilagare della corruzione, il fantasma della secessione, la fame, la disoccupazione, i suicidi della povera gente,  le corporazioni e le caste (compresa la magistratura) che hanno distrutto questo Paese.
Caro Presidente Berlusconi, le auguro vivamente  che la Corte di Appello cancelli e spazzi via  la sentenza iniqua, abnorme e sproporzionata. Non si puo', infatti, annientare un avversario politico per via giudiziaria o per l'odio viscerale che promana contro di lei  dai vari giudici e da un plotone di giornalisti che va dalla Repubblica all'Espresso; da la 7 ad alcuni giornalisti di Tg3; dal Corsera ad Europa e il Fatto quotidiano.  Se vogliono governare c'è un unico passaggio: quello della democrazia. Le auguro che la detenzione domiciliare non venga presa neanche in considerazione e valuti attentamente  le cose che ha detto il Procuratore Robledo sulla Boccassini perchè se è vero che non poteva fare il Pm contro di lei il processo è nullo o annullabile. E vanno perseguiti per abuso d'ufficio coloro che hanno organizzato un disegno criminoso contro la sua persona arrecandole gravissimi danni alla sua immagine. Che da questa storia giudiziaria, studiata a tavolino a casa di qualche ex parlamentare, ha deturpato, macchiato e sfigurato la sua persona. C'è in ballo la sua dignità di persona in quanto lei, per fortuna, non è solo un aggregato di materia ma un essere spirituale dotato di volontà e di intelletto quindi di intelligenza e di libertà. Loro, i comunisti, sono un insiene di   "acqua, calcio e di molecole organiche" o delle "scimmie nude" perchè non credono in Dio creatore. Per i comunisti discepoli di Hegel e Nietzsche "Dio è morto" e la religione è un'alienazione (Fuerbach e Marx). Pertanto, questi materialisti che si riconoscono nella "società liquida" (Bayman)  perchè non hanno valori e certezze sono infelici, sazi e disperati. Loro vengono dal nulla, la loro vita si sostanzia del nulla e vanno verso il nulla,  come diceva il mio vecchio parroco di Sant'Andrea Apostolo  di Milano città, don Giacomo Biffi, ora cardinale della
 della Chiesa Cattolica.


LE INVASIONI BARBARICHE DI BEPPE GRILLO




Beppe Grillo, in vista delle Elezione europee, vuole essere il vincitore assoluto. Vorrebbe superare Matteo Renzi che offende chiamandolo “ebetino”,  oppure battere il “pregiudicato” Berlusconi cosi lo chiama lui senza alcuna  pietas e senza compassione. I sondaggi sono tutti per Renzi che potrebbe portare a casa il 32% dei voti, mentre Grillo è attestato intorno al 23%. L'incognita è Silvio Berlusconi che non va mai sottovalutato. Infatti,  i sondaggisti, a vario titolo, lo danno al 19%, al 21% e al 23%. Berlusconi si sta giocando anche la carta degli animali perchè la Brambilla gli ha detto che 7 milioni di italiani hanno un animale. Non solo: Berlusconi vuole aiutare gli anziani in difficoltà. Ed ecco la protesi per i denti. Non sappiamo se queste carte saranno vincenti, ma occorre tenere presente che Forza Italia corre da sola senza la Lega nord, senza Ncd, senza i Popolari per l'Italia, senza la Destra, senza Fratelli d'Italia. Se, invece, sommiamo questo cartello elettorale si evince che il centro destra è ancora il polo vincente mentre Grillo che con le sue tournèe politiche gira per l'Italia nelle piazze e nei teatri (a pagamento) rimane al 23%. Se sarà di parola se ne tornerà a Genova, altrimenti il disagio, la protesta e il malessere che esprimono milioni di italiani saranno senza una leadership. Grillo dice che Renzi è duro, malvagio, cattivo  ma in politica non ho mai trovato santi anche perchè condivido quello che diceva il ministro socialista Rino Formica. Cioè:  “la politica è sangue e merda”. Renzi ha rottamato la vecchia guardia del PD: (Violante, Veltroni, Fassino, D'Alema, Bersani, Letta, Chiamparino,ecc.), diversamente avrebbero rottamato lui. Invece in pellicceria sono finiti politici di professione, navigati e di lungo corso.        


Ritornando al Cavaliere, sicuramente il partito senza di lui scenderà sotto il 19% perchè non potrà andare a fare comizi nelle piazze e nei teatri (gratis) e perchè abbiamo visto con stupore e meraviglia che alcuni magistrati gestivano processi contro di lui senza averne né i requisiti né i titoli. E per questa ragione il 15 p.v. aprile la VII Commissione del Csm discuterà di questi presunti eccessi ed abusi che il Procuratore aggiunto di Milano Robledo ha denunciato con un esposto. Grillo non vincerà perchè tutti i sondaggi lo danno al massimo al 23%. Poi, dopo anni, hanno imparato a conoscerlo e sanno se è inaffidabile oppure no. Dopo un anno dalle politiche del 2013 Grillo ha votato quasi sempre contro provvedimenti e ha dichiarato che non sarebbe sceso a patti con nessuno (PD e FI).Pare di capire che voglia prendere il 51% dei voti, ma neanche la DC li ha mai avuti tanti consensi. E poiché non arriverà mai al 51% dei consensi ha un'alternativa: il governo di coalizione. Non vuole farlo? Bene. Ma prenda atto che gli italiani il 51% non glielo daranno mai. Se capisce di politica deve capire che in democrazia esistono le coalizioni di governo o i monocolori. Se Grillo vuole il monocolore a 5S ha un'unica strada che è quella antidemocratica che comunque lo porterebbe diritto in carcere come i 24 secessionisti veneti. La sua, però, non sarebbe una secessione, ma una rivolta, una rivoluzione armata, una guerra civile. Il suo populismo e la sua demagogia lo aiuterebbero, ma è bene che stia alle regole della democrazia senza alcun bagno di sangue. Anche se la storia ci insegna che, quando il popolo ha fame, scende in piazza. Mi permetto di suggerire a Grillo che adesso ogni due per tre va in televisione (un anno fa neanche se lo pagavate ci andava) di creare un classe dirigente competente con abilità e conoscenze. Che abbia a cuore il bene comune attraverso una gestione della cosa pubblica trasparente e cristallina. Senza occupare il Parlamento con nessun risultato politico.             

venerdì 4 aprile 2014

AD UN GIORNALISTA DI PROVINCIA





Tu sei un giornalista prezzolato,
marchettaro, venduto e squallido. 
Campi sulle disgrazie altrui,
 ti prostituisci senza dignità
con la Polizia e la casta corrotta
della città. Scrivi sotto dettatura
e prendi le veline che ti danno
per soldi, per vantaggi e benefici.
Sei un personaggio
ignobile, un parassita della società
che è un ipocrita e un sepolcro imbiancato.
Tu per la carriera venderesti tua
madre che ha partito un essere
 abominevole e schifoso come te.
Tu per il potere, il successo
e la gloria saresti disposto
 a fare cose abiette e immorali.
Tu sei peggiore dei detenuti di Chiavari
o Marassi: sei un delinquente abituale.
Sei spregiudicato: non hai regole,
 non hai una morale, 
per te tutto è lecito tutto
 purchè ti diano soldi.
Sei un essere sgradevole, putrido,
infame: sei un farabutto,
uno che farà una brutta e orribile fine.
Hai goduto per le mie sofferenze
nonostante sapessi che sono innocente,
ma spero che Dio faccia pagare
tutto il male che hai fatto  anche ai
tuoi famigliari. L'ira di Dio ti deve
colpire senza pietà perchè sei stato
un malvagio, un uomo senza pietas
e senza compassione.
Prego ogni giorno che Dio
 a te e ai tuoi amici  in divisa 
faccia provare
la sofferenza, il male e il dolore.
Si, perchè voi non sapete neanche
 cosa siano il perdono e la misericordia.
Tu sia maledetto per il resto dei tuoi
giorni insieme alla tua cricca provinciale
perchè siete corrotti fino alle midolla.
Sei stato accecato dall'odio
nei miei confronti come il tuo
capo che resterà sempre un aggiunto.
 Io spero che il Dio di Abramo, 
Isacco e Giacobbe
accolga le mie invocazioni e le 
mie suppliche per
restituire dignità al giusto e
contrastare le iniquità tue e degli
uomini in divisa che usano la 
tortura  come strumento di lavoro
e la cultura del manganello come
minaccia e abuso di potere.