giovedì 3 aprile 2014

LA GUERRA NELLA PROCURA DI MILANO

                                         
           Il procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini

Il Consiglio superiore della magistratura ha convocato in audizione il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati, l'aggiunto Alfredo Robledo e il procuratore generale Manlio Minale. nell'ambito del fascicolo aperto a seguito dell'esposto, presentato da Robledo, che accusa il capo della Procura di irregolarità nell'assegnazione dei fascicoli. La prima e la settima commissione del Consiglio, alle quali è stato assegnata congiuntamente la pratica, ascolteranno il pg Minale lunedi' 14 aprile, il quale dovrà presentare una relazione scritta dettagliata e il giorno dopo, martedi' 15, Robledo e Bruti Liberati. 
                                   
                Il procuratore aggiunto di Milano Greco

Alfredo Robledo contesta al suo capo l'assegnazione di alcuni fascicoli che erano di pertinenza del pool dei reati contro la Pubbblica Amministrazione. Per esempio,  nel caso Ruby,  il reato di concussione doveva essere assegnato non alla signora Boccassini la quale non aveva alcun titolo per gestirlo  ma il  II Dipartimento quello dei reati contro la P.A.  Riusciamo a capire razionalmente tale passaggio solo se accostiamo il nome di Berlusconi (politico, potente e famoso) in questa pratica assegnata arbitrariamente alla DDA solo perchè faceva gola per chissà quali reconditi motivi.  Ma chi l'ha detto, dove sta scritto che  questo caso cosi importante per il  Paese e per le sorti di un leader di un partito che ha il  27%  dei consensi  dovesse essere gestito dalla Boccassini che è alla DDA dove peraltro  svolge bene il suo lavoro contro la n'drangheta e Cosa nostra? Che interessi avevano  la Boccassini o il procuratore capo? Non è dato sapere. Sarà la VII Commissione del Csm a chiarirlo e non sono esclusi colpi di scena.

                                  Il pm Sangermano

                              

  
Il reato di prostituzione minorile, nel caso Ruby,  invece doveva essere gestito dai sostituti Forno e Sangermano ma anche qui c' è di mezzo la Boccassini troppo protagonista.  Lo stesso dicasi per l'Ospedale  san Raffaele. Il reato di corruzione compiuti dai politici, amministratori e faccendieri doveva essere gestito da Robledo, ma Bruti Liberati guardacaso assegna il fascicolo a Greco che è al 1 Dipartimento quello dei reati finanziari. Il caso 'Ruby ter' per le ipotesi di casa testimonianza commesse da alcuni testimoni (tra cui lo stesso Berlusconi, i suoi legali Longo e Ghedini e alcune Olgettine) dei processi Ruby e Ruby bis; una indagini per corruzione condotta dalla Dda coordinata dalla Boccassini  invece che dal dipartimento reati contro la Pubblica Amministrazione di Robledo.                            
    
Il Pm di Milano Forno


Ritorniamo sul  procuratore aggiunto Greco. Il 25 ottobre 2011 i pm fiorentini Turco e Mion avevano trasmesso a Milano una intercettazione nella quale il 14 luglio 2011 Gamberale (fondo F2i) e il suo manager Maia parevano prefigurare tentativi di farsi cucire addosso il bando del Comune. La doglianza di Robledo è che il fascicolo avrebbe dovuto subito conclamare una turbativa d’asta di competenza del suo pool, mentre Bruti Liberati il 27 ottobre 2011 lo iscrisse nel modello degli atti "non costituenti notizie di reato" e lo assegnò al capo del pool reati finanziari Greco: questi il 2 novembre lo coassegnò al pm Fusco, che il 6 dicembre (dopo indiscrezioni di Reuters e Sole 24 Ore ) segnalò a Bruti l’opportunità di riassegnarlo al pool di Robledo per competenza sulle turbative d’asta. Mancavano solo dieci giorni all’asta, che il 16 dicembre andò deserta dopo la bizzarra presentazione fuori tempo massimo dell’offerta di una società indiana, col risultato che il fondo di Gamberale si aggiudicò le azioni Sea offrendo 1 euro più della base d’asta di 385 milioni. Ma il fascicolo, annunciato da Bruti in arrivo a Robledo il 9 dicembre 2011, a Robledo arrivò davvero solo il 16 marzo 2012, dopo articoli di Espresso online e Corriere della Sera sul fascicolo desaparecido. Al Csm Robledo sostiene che, quando ne chiese ragione, Bruti gli parlò di una dimenticanza.Possibile? Sì, come ora prova la lettera del marzo 2012.
                   Il Procuratore capo di Milano Bruti Liberati

Da parte del procuratore capo Bruti Liberati sembrerebbe che non ci sia stata una condotta  trasparente e cristallina e, forse, ci potrebbero essere degli abusi d'ufficio. Noi prendiamo nota che il procuratore capo di Milano non ha avuto fiducia in un suo collaboratore e, anzi, l'ha umiliato e ferito  assegnando fascicoli di sua pertinenza a dei suoi colleghi:  Greco, Boccassini che sono esponenti storici di Magistratura democratica la corrente alternativa a quella di Magistratuta indipendente di Alfredo Robledo e guardacaso corrente a cui aderisce il procuratore capo. Questo, dottor Bruti Liberati. potrebbe essere uno scandaloso caso di mobbing verticale, ma poichè nel CP non è contemplato si configurerebbe come reato di maltrattamenti, art. 572 CP.  Per la Procura milanese è una brutta pagina perchè i vari giudici  Alessandrini, Galli, Borrelli, D'Ambrosio che hanno onorato Milano  ci hanno insegnato cos'è la questione morale. E' una brutta storia di indebite interferenze o di  ingerenze illegittime. Cui prodest tutta questa commistione? E' un disegno oscuro che, allo stato, ci inquieta non poco. Una cosa è certa: se il procuratore capo saltasse dall'incarico per motivi disciplinari, il suo posto lo prenderebbe la signora Ilda Boccassini che, a quanto pare, è l'unica ad avere i titoli. La partita che si gioca a Roma è quindi importante e coinvolge il vice presidente del Csm, Michele Vietti (ex Ucd); Napolitano e Ombretta Fumagalli Carulli ex Csm, ex CCd, ex senatrice cattolica, competente e donna potente e dalla memoria lunga.



Il Procuratore aggiunto di Milano Robledo

TU SEI UN UOMO: RICORDALO SEMPRE






Tu che sei stato brutalmente privato della libertà,
Tu che, nonostante la tua innocenza,
sei stato buttato in una cella con altri otto detenuti
senza alcun riguardo per la tua salute,
non pensare alle ritorsioni e alla vendetta. 
Lo so, in carcere ti insegnano a tenere i
maiali a digiuno, e a dargli in pasto il tuo
nemico. Oppure a metterlo in una  grande
bacinella contenente  acido muriatico. 
No, non lo fare anche se casualmente 
hai conosciuto uomini vicino
 ad associazioni criminali che potrebbero
fare il lavoro sporco. 
Tu sei diverso da loro!
Tu che pensavi di essere libero, ma
gli sbirri corrotti  e spregevoli
della tua città, invece, ti hanno
catturato illegalmente nella tua abitazione,
fornendo ai giudici false prove, denigrandoti 
con menzogne e calunnie di ogni genere,
e, per questo, saranno maledetti in eterno
insieme alla loro generazione perchè c' è 
una giustizia divina. Questi aguzzini
 spregevoli, malvagi ed iniqui
a quanti uomini e donne fanno
 del male gratuitamente?
Ti  hanno fatto conoscere gli acquitrini della
palude carceraria che non conoscevi 
perchè hai sempre avuto una dirittura morale che
tutti nella società civile ti hanno sempre riconosciuto.
Ti hanno umiliato e degradato 
facendoti spogliare  con l'agente
che ti perquisiva  nudo e ti 
controllava  il tuo ano per farti capire 
che eri in galera e non in un hotel a 4 stelle.
Retrocedano ora coperti d'infamia
quelli che godono della tua  sventura. 

Siano presi da tremore e da vergogna
quelli che ti scherniscono.

Dice il Salterio nella Bibbia: 
"Voi tramate iniquità con il cuore,
sulla terra le vostre mani preparano violenze.  

Sono traviati gli empi fin dal seno materno,
si pervertono fin dal grembo gli operatori di menzogna.
 Sono velenosi come il serpente,
come vipera sorda che si tura le orecchie
 per non udire la voce dell'incantatore,
del mago che incanta abilmente. 

Spezzagli, o Dio, i denti nella bocca,
rompi, o Signore, le mascelle dei leoni.
Si dissolvano come acqua che si disperde,
come erba calpestata inaridiscano.
Passino come lumaca che si discioglie,
come aborto di donna che non vede il sole.
 Prima che le vostre caldaie sentano i pruni,
vivi li travolga il turbine.
Il giusto godrà nel vedere la vendetta,
laverà i piedi nel sangue degli empi. 

 Gli uomini diranno: "C'è un premio per il giusto,
c'è Dio che fa giustizia sulla terra!".

Tu che ti rivolgi al Padre e come Gesù
gli dici: "Dio mio, Dio mio
perchè mi hai abbandonato?  avverti tutta 
la tua angoscia, solitudine e disperazione.
Non ti rivolgi a un Dio che si compiace del male;
presso di lui il malvagio non trova dimora;
gli stolti non sostengono il suo sguardo. Dio 

detesta chi fa il male,
 fa perire i bugiardi.
Il Signore detesta sanguinari e ingannatori. 

Condannali, o Dio, soccombano alle loro trame,
per tanti loro delitti disperdili,
perché a te si sono ribellati. 

 Ripagali secondo la loro opera
e la malvagità delle loro azioni.
Secondo le opere delle loro mani,
rendi loro quanto meritano. 

 Siano confusi e coperti di ignominia
quelli che attentano alla mia vita;
retrocedano e siano umiliati
quelli che tramano la mia sventura.
 Siano come pula al vento
e l'angelo del Signore li incalzi;
la loro strada sia buia e scivolosa
quando li insegue l'angelo del Signore.
 Poiché senza motivo mi hanno teso una rete,
senza motivo mi hanno scavato una fossa.
 Li colga la bufera improvvisa,
li catturi la rete che hanno tesa,
siano travolti dalla tempesta.

Sempre il Salterio afferma: 
 "Liberami dai nemici, mio Dio,
proteggimi dagli aggressori.
 Liberami da chi fa il male,
salvami da chi sparge sangue. 

 Ecco, insidiano la mia vita,
contro di me si avventano i potenti.
Signore, non c'è colpa in me, non c'è peccato; 

senza mia colpa accorrono e si appostano.
Svègliati, vienimi incontro e guarda.  

Tu, Signore, Dio degli eserciti, Dio d'Israele,
lèvati a punire tutte le genti;
non avere pietà dei traditori. 

 Ritornano a sera e ringhiano come cani,
si aggirano per la città.
 Ecco, vomitano ingiurie,
le loro labbra sono spade.
Dicono: "Chi ci ascolta?".
Ma tu, Signore, ti ridi di loro,
ti burli di tutte le genti.
 A te, mia forza, io mi rivolgo:
sei tu, o Dio, la mia difesa.
La grazia del mio Dio mi viene in aiuto,
Dio mi farà sfidare i miei nemici.
Non ucciderli, perché il mio popolo non dimentichi,
disperdili con la tua potenza e abbattili,
Signore, nostro scudo. 

Peccato è la parola delle loro labbra,
cadano nel laccio del loro orgoglio
per le bestemmie e le menzogne che pronunziano. 

 Annientali nella tua ira,
annientali e più non siano;
e sappiano che Dio domina in Giacobbe,
fino ai confini della terra.
 Ritornano a sera e ringhiano come cani,
per la città si aggirano  vagando in cerca di cibo;
latrano, se non possono saziarsi".

Sempre nel Salterio troviamo delle belle parole:
 "Ma io canterò la tua potenza,
al mattino esalterò la tua grazia
perché sei stato mia difesa,
mio rifugio nel giorno del pericolo. 

 O mia forza, a te voglio cantare,
poiché tu sei, o Dio, la mia difesa,
tu, o mio Dio, sei la mia misericordia. 

" Come fieno presto appassiranno,
cadranno come erba del prato.
Confido nel Signore e fàccio il bene;
abita la terra e vivi con fede.
 Cerca la gioia del Signore,
esaudirà i desideri del tuo cuore.
Manifesta al Signore la tua via,
confida in lui: compirà la sua opera;
farà brillare come luce la tua giustizia,
come il meriggio il tuo diritto.
Stà in silenzio davanti al Signore e spera in lui;
non irritarti per chi ha successo,
per l'uomo che trama insidie. 

Desisti dall'ira e deponi lo sdegno,
non irritarti: faresti del male,
poiché i malvagi saranno sterminati,
ma chi spera nel Signore possederà la terra.
 Ancora un poco e l'empio scompare,
cerchi il suo posto e più non lo trovi.
 I miti invece possederanno la terra
e godranno di una grande pace.
L'empio trama contro il giusto,
contro di lui digrigna i denti.
 Ma il Signore ride dell'empio,
perché vede arrivare il suo giorno.
Gli empi sfoderano la spada
e tendono l'arco
per abbattere il misero e l'indigente,
per uccidere chi cammina sulla retta via.
 La loro spada raggiungerà il loro cuore
e i loro archi si spezzeranno.
Il poco del giusto è cosa migliore
dell'abbondanza degli empi;
perché le braccia degli empi saranno spezzate,
ma il Signore è il sostegno dei giusti.
 Conosce il Signore la vita dei buoni,
la loro eredità durerà per sempre.
Non saranno confusi nel tempo della sventura
e nei giorni della fame saranno saziati. 

Poiché gli empi periranno,
i nemici del Signore appassiranno
come lo splendore dei prati,
tutti come fumo svaniranno.
 L'empio prende in prestito e non restituisce,
ma il giusto ha compassione e dà in dono.
 Chi è benedetto da Dio possederà la terra,
ma chi è maledetto sarà sterminato.
Il Signore fa sicuri i passi dell'uomo
e segue con amore il suo cammino.
Se cade, non rimane a terra,
perché il Signore lo tiene per mano. 

Sono stato fanciullo e ora sono vecchio,
non ho mai visto il giusto abbandonato
né i suoi figli mendicare il pane.
 Egli ha sempre compassione e dà in prestito,
per questo la sua stirpe è benedetta. 

Stà lontano dal male e fà il bene,
e avrai sempre una casa.  

Perché il Signore ama la giustizia
e non abbandona i suoi fedeli;
gli empi saranno distrutti per sempre
e la loro stirpe sarà sterminata.
 I giusti possederanno la terra
e la abiteranno per sempre.
 La bocca del giusto proclama la sapienza,
e la sua lingua esprime la giustizia;
 la legge del suo Dio è nel suo cuore,
i suoi passi non vacilleranno.
 L'empio spia il giusto
e cerca di farlo morire.
 Il Signore non lo abbandona alla sua mano,
nel giudizio non lo lascia condannare.
 Spera nel Signore e segui la sua via:
ti esalterà e tu possederai la terra
e vedrai lo sterminio degli empi.
Ho visto l'empio trionfante
ergersi come cedro rigoglioso;
 sono passato e più non c'era,
l'ho cercato e più non si è trovato.
 Osserva il giusto e vedi l'uomo retto,
l'uomo di pace avrà una discendenza.
Ma tutti i peccatori saranno distrutti,
la discendenza degli empi sarà sterminata.
La salvezza dei giusti viene dal Signore,
nel tempo dell'angoscia è loro difesa;
il Signore viene in loro aiuto e li scampa,
li libera dagli empi e dà loro salvezza,
perché in lui si sono rifugiati."

Tu che sei in una cella degradata e sporca,
sei costretto a fare i tuoi bisogni accanto al lavello
in cui si lava l'insalata
 in condizioni igienico sanitarie pietose;
Tu che sei stato privato
 della tua dignità di persona 
ora sei solo un animale
deprivato della ragione, 
della volontà e della intelligenza.
Tu che sei in una cella dove i tuoi carcerieri
 hanno buttato via la chiave 
perchè tu confessassi l'infame reato
 all'avvocato d'ufficio.
Tu che sei perseguitato  e 
se sei pieno di ira e di collera verso
 i tuoi aguzzini, insolentie spregevoli,
sai che li aspetta un destino terribile.
Arrossiscano e tremino i tuoi nemici,
confusi, indietreggino all'istante.  

Fammi giustizia, o Dio,
difendi la mia causa contro gente spietata;
liberami dall'uomo iniquo e fallace.

Tu che di notte piangi in silenzio perchè pensi
alla tua famiglia e alle persone a te care,
Tu che che sei torturato e deriso
per gli abusi e gli eccessi nel diritto penale 
da parte dei giudici sadici e perfidi
che hanno potere di vita e di morte 
su di te in questo mondo,
Tu sei un detenuto, ma un uomo 
con la dignità di persona
fatta ad imago Dei:  ricordalo sempre.

                               Alberto Giannino

IN ITALIA 206 CARCERI LUOGHI DI TORTURA, DI VIOLENZA E DI ABUSI


Domiciliari come pena principale, depenalizzazione, messa alla prova. Sono i tre pilastri sui quali si struttura la riforma del sistema sanzionatorio approvata ieri in via definitiva dalla Camera. La legge, due deleghe e 16 articoli in tutto, ridisciplina anche il procedimento nei confronti degli irreperibili abolendo l'istituto della contumacia. Non tutte le norme però saranno immediatamente applicabili, all'attuazione della depenalizzazione e dei domiciliari dovrà infatti provvedere il governo attraverso appositi decreti legislativi. Ecco, in sintesi, le principali novità.
Assenza imputato
Viene eliminata del tutto la contumacia. Se l'imputato (dopo un primo tentativo di notifica) é irreperibile, il giudice sospende il processo potendo però acquisire le prove non rinviabili. Alla scadenza di un anno, e per ogni anno successivo, dispone nuove ricerche dell'imputato. Finché dura l'assenza, é comunque sospesa la prescrizione. Se le ricerche invece hanno buon esito, il giudice fissa una nuova udienza dando corso al processo. L'imputato può chiedere il giudizio abbreviato o il patteggiamento.

Detenzione oraria
La detenzione non carceraria può avere durata continuativa o per singoli giorni della settimana o fasce orarie. Può essere eventualmente prescritto il braccialetto elettronico. Restano invece in carcere i delinquenti abituali, professionali e per tendenza, e chi non ha un domicilio idoneo o si comporta in modo incompatibile (violando ad esempio le prescrizioni) anche tenuto conto della tutela della persona offesa.

Domiciliari diventano pena principale
Nel codice penale entra a pieno titolo la pena detentiva non carceraria, ossia reclusione o arresto presso l'abitazione o altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza o accoglienza («domiciliò). Secondo la delega, i domiciliari dovranno diventare pena principale da applicare in automatico a tutte le contravvenzioni attualmente colpite da arresto e a tutti i delitti il cui massimo edittale é fino a 3 anni. Se invece la reclusione va da 3 a 5 anni, sarà il giudice a decidere tenendo conto della gravità del reato e della capacità a delinquere.

 
Immigrazione clandestina
È tra i reati depenalizzati. Resterà tuttavia penalmente sanzionabile il reingresso in violazione di un provvedimento di espulsione. Non rientrano comunque nella depenalizzazione i reati relativi a edilizia e urbanistica, territorio e paesaggio, alimenti e bevande, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sicurezza pubblica, gioco d'azzardo e scommesse, materia elettorale e finanziamento dei partiti, armi ed esplosivi, proprietà intellettuale e industriale.
                                                       
Lavori di pubblica utilità
In caso di reati per cui é prevista la detenzione domiciliare, il giudice può affiancare alla condanna anche la sanzione del lavoro di pubblica utilità. Per almeno 10 giorni (durata minima), il condannato dovrà prestare attività non retribuita in favore della collettività.

Probation
Istituto da tempo sperimentato a livello minorile, viene ora esteso agli adulti. Per reati puniti con reclusione fino a 4 anni o pena pecuniaria o per i quali é prevista la citazione diretta a giudizio, l'imputato può chiedere la sospensione del processo con messa alla prova. La misura consiste in lavori di pubblica utilità e comporta la prestazione di condotte riparatorie e (se possibile) risarcitorie, con l'affidamento al servizio sociale per lo svolgimento di un programma di recupero. Se l'esito é positivo, il reato si estingue. In caso di trasgressione del programma di trattamento o nuovi delitti scatta però la revoca. Durante il periodo di prova la prescrizione é sospesa.

Reati trasformati in illeciti amministrativi

In forza di una delega il governo trasformerà in semplici illeciti amministrativi una articolata serie di reati. La depenalizzazione riguarda tutte le infrazioni attualmente punite con la sola multa o ammenda e altre specifiche fattispecie come ad esempio l'omesso versamento (se non superiore a 10mila euro) di ritenute previdenziali e assistenziali o in materia di atti e spettacoli osceni, abuso della credulità popolare, rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive.

mercoledì 2 aprile 2014

CARCERI ITALIANE: CORRUZIONE, TORTURA E VIOLAZIONE SISTEMATICA DEI DIRITTI UMANI



Con 208 voti a favore, il Senato ha dato il via libera al disegno di legge che modifica il codice di procedura penale sulle misure cautelari. Il provvedimento, che è stato modificato durante l'iter a Palazzo Madama, torna ora alla Camera. Intanto a Montecitorio è arrivato il sì definitivo al ddl sulle pene alternative al carcere che contiene, fra l'altro, anche la depenalizzazione dell'immigrazione clandestina e le norme sulla messa alla prova. Il testo è stato approvato dalla Camera con 332 sì, 104 no e 22 astenuti. Contro il provvedimento si sono espressi la Lega, che ha praticato l' ostruzionismo, il M5S e Fdi. Molti degli astenuti si sono registrati tra i banchi di Forza Italia. Dopo il voto, Nicola Molteni della Lega ha urlato rivolto ai banchi del Pd: "Vergogna".
Ma anche prima della votazione c'era stata tensione alla Camera, tanto che il leghista Massimiliano Fedriga aveva occupato i banchi del governo con un cartello contro il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ed era per questo stato espulso dall'Aula.

I tre pilastri della nuova legge - Arresti domiciliari, depenalizzazione dell'immigrazione clandestina (e di molti altri reati), messa alla prova: sono questi i tre pilastri su cui si fonda la riforma del sistema sanzionatorio approvata in via definitiva dalla Camera. Non tutte le norme, però, saranno immediatamente applicabili: all'attuazione della depenalizzazione e dei domiciliari dovrà infatti provvedere il governo attraverso appositi decreti legislativi.
                                                     

Domiciliari come pena principale - La nuova legge punta a decongestionare le carceri prevedendo, per i reati di lieve entità, la reclusione presso l'abitazione o presso un luogo di cura, assistenza o accoglienza. Secondo la delega, gli arresti domiciliari dovranno diventare la pena principale da applicare in automatico per tutti i delitti per i quali la pena massima non superi i tre anni. Nei casi in cui la pena va da 3 a 5 anni, sarà invece il giudice a decidere,tenendo conto della gravità del reato e della capacità a delinquere del condannato.
Detenzione oraria - La detenzione non carceraria può avere durata continuativa o per singoli giorni della settimana o fasce orarie. Può essere eventualmente prescritto il braccialetto elettronico. Restano in carcere i delinquenti abituali, professionali e chi non ha un domicilio idoneo o si comporta in modo incompatibile (violando ad esempio le prescrizioni). Il giudice dovrà anche tenere conto della tutela della persona offesa.
                                       

Lavori di pubblica utilità - Nel caso di reati per cui è prevista la detenzione domiciliare, il giudice può affiancare alla condanna anche la sanzione del lavoro di pubblica utilità. Per almeno 10 giorni (durata minima), il condannato dovrà prestare attività non retribuita in favore della collettività.
Meno reati -  In forza di una delega il governo trasformera' una articolata serie di reati in semplici illeciti amministrativi. La depenalizzazione riguarda tutte le infrazioni attualmente punite con la sola multa o ammenda e altre fattispecie come ad esempio l'omesso versamento di ritenute previdenziali e assistenziali (solo se non superiori a 10mila euro), gli atti osceni, l' abuso della credulità popolare, le rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive.
Immigrazione clandestina - Non è più un reato. L'arresto viene mantenuto solo per gli immigrati che rientrano in Italia dopo un provvedimento di espulsione.
Fuori dalla depenalizzazione - Non rientrano comunque nella depenalizzazione i reati relativi a edilizia e urbanistica, territorio e paesaggio, alimenti e bevande, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sicurezza pubblica, gioco d'azzardo e scommesse, materia elettorale e finanziamento dei partiti, armi ed esplosivi, proprietà intellettuale e industriale.
Messa alla prova - Da tempo sperimentata con i minori, viene ora estesa agli adulti. Per reati puniti con reclusione fino a 4 anni o pena pecuniaria, l'imputato può chiedere la sospensione del processo con messa alla prova. La misura consiste nello svolgimento di lavori di pubblica utilità, con l'affidamento al servizio sociale per lo svolgimento di un programma di recupero. Se l'esito è positivo, il reato si estingue. In caso di trasgressione del programma di trattamento, o se il condannato commette nuovi delitti, scatta però la revoca della misura. Durante il periodo di prova la prescrizione è sospesa. 





Contumacia - Viene eliminata del tutto la contumacia. Se l'imputato (dopo un primo tentativo di notifica) è irreperibile, il giudice sospende il processo potendo però acquisire le prove non rinviabili. Alla scadenza di un anno, e per ogni anno successivo, dispone nuove ricerche dell'imputato. Finché dura l'assenza, è comunque sospesa la prescrizione.
Dopo le accuse mosse dai Radicali, il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria diffonde i dati sulle carceri italiane spiegando che i detenuti presenti sono ad oggi 60.167 mentre la capienza regolamentare è di 48.309 posti detentivi. Rispetto al 2010, i detenuti sono diminuiti di 7.734 unità e la capienza regolamentare è aumentata di 3.287 posti. Il Dap quindi "smentisce in maniera categorica" una falsificazione dei dati e risponde con una nota, ad alcune dichiarazioni che invitavano a fornire i dati reali sulle carceri, come quelle della segretaria nazionale di Radicali italiani Rita Bernardini.                                   

Nessuna falsificazione - "In riferimento alle recenti dichiarazioni diffuse sugli organi di stampa in merito alla capacità ricettiva delle strutture penitenziarie e ai posti effettivi disponibili, dichiarazioni che accusano in sostanza l'Amministrazione Penitenziaria di falsificare i dati reali - si legge nella nota - il Dap intende smentire in maniera categorica e respingere con forza le accuse per la loro totale infondatezza, ritenendole diffamatorie e non supportate da alcun riscontro oggettivo e verificabile rispetto alle fonti da cui vengono tratti i dati. A tal fine il Dap precisa quanto segue: le strutture penitenziarie attive sul territorio nazionale sono 205; il numero dei detenuti presenti alla data odierna è di 60.167; la capienza regolamentare complessiva - calcolata secondo un parametro stabilito convenzionalmente dal Decreto del Ministero della Salute 5 luglio 1975 (con riferimento agli ambienti di vita delle civili abitazioni) secondo il quale occorre garantire 9mq per una persona ospitata in cella singola e ulteriori 5mq per ciascun detenuto nelle camere detentive multiple - è di 48.309 posti detentivi. Al 31 dicembre 2010 i detenuti presenti erano 67.901 a fronte di una capienza regolamentare di 45.022 posti.”
                                  

Dati dinamici - La vastità del patrimonio edilizio penitenziario determina fisiologicamente un certo numero di posti indisponibili per ragioni di inagibilità e per esigenze di ristrutturazione ordinaria e straordinaria, pertanto alla data odierna il numero esatto dei posti detentivi effettivi disponibili è di 43.547, pari al 90,14% della capienza regolamentare. Tale dato, ovviamente fluttuante per i motivi anzidetti, è costantemente monitorato dal Dap e reso noto all'esterno e, prima di tutto, agli organismi internazionali che seguono l'andamento del sovraffollamento delle carceri in Italia. Va rilevato - conclude la nota - che, rispetto al 2010, i detenuti sono diminuiti di 7.734 unità mentre la capienza regolamentare è aumentata di 3.287 posti".

lunedì 31 marzo 2014

REGIONE LOMBARDIA: 62 CONSIGLIERI INQUISITI PER PECULATO


I nomi di altri 37 consiglieri regionali della Lombardia sono stati iscritti nel registro degli indagati della procura di Milano, con l'accusa di peculato, nell'ambito dell'inchiesta sui rimborsi spese. 22 consiglieri sono del Pdl, 15 della Lega. Adesso complessivamente i consiglieri regionali indagati per i rimborsi sono 62, perchè vanno aggiunti i 22 che hanno ricevuto in precedenza inviti a comparire e che vengono interrogati in questi giorni e i tre indagati originari, Franco Nicoli Cristiani, Massimo Buscemi e Davide Boni. Per i 37 nuovi indagati nelle prossime ore potrebbero arrivare altrettanti inviti a comparire per interrogatori che dovrebbero svolgersi a gennaio, dopo le vacanze natalizie.

Tra gli indagati c'é anche Renzo Bossi  - Per i 37 indagati (22 esponenti del Pdl e 15 della Lega) stanno partendo gli inviti a comparire con l'accusa di peculato e tra i destinatari degli inviti c'é anche Renzo Bossi (il suo nome da indagato era già emerso nell'inchiesta). I 37 politici - tra cui consiglieri attuali (anche se dimissionari perché il Consiglio regionale si è sciolto) ed ex consiglieri - sono indagati per presunti rimborsi illeciti con soldi pubblici di spese 'sospette'. Soldi che avrebbero ottenuto, a vario titolo, tra il 2008 e il 2012. Venerdì scorso erano partiti i primi 22 inviti a comparire (11 per consiglieri del Pdl e 11 per quelli della Lega).

In totale sono 62 gli inquisiti - Lo scorso ottobre, con le acquisizioni dei documenti dei gruppi consiliari del Pdl e del Carroccio da parte dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, coordinati dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e dai pm Paolo Filippini e Antonio D'Alessio, erano risultati indagati Davide Boni, ex presidente del Consiglio regionale, e gli ex assessori Massimo Buscemi e Franco Nicoli Cristiani. Al momento, dunque, gli indagati per la vicenda dei presunti rimborsi illeciti sono in tutto 62. Gli investigatori poi stanno analizzando anche le spese dei gruppi dell'opposizione dopo l'acquisizione di documenti al Pirellone effettuata venerdì scorso.
Minetti: spese sospette per 27mila euro - Secondo le indagini la consigliera comunale, che risulta indagata, già imputata per il caso Ruby, avrebbe usato i soldi pubblici per prendere taxi molte volte e pagare cene in ristoranti di lusso di Milano. Inoltre, stando all' inchiesta, Minetti malgrado avesse già a disposizione un Ipad in dotazione ai consiglieri regionali, ne avrebbe acquistato un altro da 750 euro. Tra le spese anche "400 euro" per "sei coperti" al ristorante 'Giannino', e 16 euro per acquistare il libro 'Mignottocrazia' di Paolo Guzzanti. L'elenco delle spese sospette effettuate da Nicole Minetti, tra il 2010 e il 2012, ammonta a circa 27.000 euro. E' quanto emerge dagli atti dell'inchiesta della Procura di Milano sui rimborsi regionali. In particolare, Minetti avrebbe speso oltre 6.000 euro nel 2010, circa 15.000 euro nel 2011 e più di 6.000 euro quest'anno. La consigliera, stando all'elenco delle spese in mano agli inquirenti, avrebbe pagato molte cene, spesso in un ristorante giapponese, e 899 euro per un Iphone nel 2012.

Le spese di Renzo Bossi - nche l'ormai ex consigliere regionale lombardo Renzo Bossi, detto 'il trota', figura, da quanto si è saputo, tra gli indagati nell'inchiesta della procura di Milano sulle spese illecite effettuate coi soldi dei rimborsi regionali. Anche per lui l'accusa è quella di peculato. Tra le spese che Renzo Bossi, indagato per peculato dalla Procura di Milano, avrebbe effettuato coi soldi del gruppo consiliare lombardo della Lega Nord ci sono anche numerosi acquisti di videogiochi, sigarette e bibite, in particolare la 'Red Bull'. Tra gli indagati poi, da quanto si è saputo, c'é anche un consigliere che avrebbe comprato coi rimborsi regionali anche il pane. 

Il capogruppo del Pdl ha speso 118mila euro -  Paolo Valentini, avrebbe fatto spese "estranee all'espletamento del mandato" per una somma complessiva di oltre 118.000 euro tra il 2008 e il 2012. E' quanto emerge dall'invito a comparire notificato all'esponente del Pdl. In particolare, Valentini avrebbe speso anche "1.560 euro" per una cena da 26 coperti nel dicembre del 2008 e "2.697 euro" di prodotti elettronici. 

Quindicimila euro in pasticceria e gratta e vinci - Il consigliere regionale lombardo della Lega Nord, Cesare Bossetti, avrebbe speso nel 2011 quasi 15 mila euro per comprare dolci in pasticceria e per fare colazioni con brioche e caffé. E' quanto emerge dall'inchiesta della Procura di Milano sui rimborsi regionali. Ad un altro consigliere lombardo, Angelo Giammario (Pdl), viene contestato invece di aver usato per fini personali oltre 27.000 euro di soldi pubblici. In particolare per noleggi auto e taxi. Pierluigi Toscani, uno dei 22 destinatari degli inviti a comparire della Procura di Milano, avrebbe acquistato anche "gratta e vinci" con i soldi pubblici. E' quanto emerge dalle carte delle indagini. All'esponente del Carroccio nell'elenco delle sue spese viene contestato anche l'acquisto di "salsicce di Norimberga" e di "lecca-lecca", oltre a "cartucce, armi, munizioni" da caccia per 752 euro.

Formigoni: "Batman non c'è in Lombardia" - "Credo proprio - ha aggiunto - che i nostri gruppi abbiano rispettato fino in fondo le regole". Arrivando al Pirellone a un convegno nell'ambito delle celebrazione dell'editto di Milano, Formigoni ha tenuto ad osservare "due cose" sull'inchiesta sui rimborsi. "La prima - ha detto - è che mi stupisce che siano soltanto alcuni gruppi, visto che le regole sono uguali per tutti". "La seconda cosa - aveva concluso l'ex governatore - è che in Lombardia le regole sono molto chiare, nette e del tutto diverse da quelle vigenti in altre Regioni: credo proprio che i nostri gruppi abbiamo rispettato fino in fondo le regole".

Nel mirino cene  e viaggi -  Alcuni consiglieri lombardi avrebbero speso soldi pubblici per degustazioni, cocktail e acquisti di carne in macelleria, oltre a videogiochi, cappuccini e brioche. E' quanto emerge dall'inchiesta della Procura di Milano sulle spese dei gruppi consiliari lombardi di Pdl e Lega.Stando a quanto ricostruito nelle indagini, alcuni consiglieri avrebbero usato i soldi pubblici per prendere ogni mattina cappuccino e brioche al bar. Inoltre, sarebbero stati spesi i soldi dei gruppi consiliari per acquisti di carne in macelleria, per pranzi in ristoranti di lusso milanesi, come 'A Riccione' e 'Berti', ma anche al Mc Donald's. In un caso poi un consigliere avrebbe anche chiesto lo sconto per un pranzo pagato con il prezzo 'Menu' bambinì. E gli investigatori avrebbero accertato anche soldi spesi per cocktail e degustazioni in pub e in altri locali, ma anche per pizze da asporto la domenica e per serate offerte ad amici.                              

Indagini su altri gruppi - I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, su ordine del procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dei pm Paolo Filippini e Antonio D'Alessio, stanno notificando i decreti di esibizione a tutti gli altri gruppi consiliari (esclusi quelli di Pdl e Lega). Con questa attività gli investigatori puntano a raccogliere tutta la documentazione relativa alle spese dei gruppi per accertare eventuali comportamenti illeciti.La richiesta di documentazione è stata fatta ai gruppi di Pd, Idv, Sel, Partito Pensionati, Udc e gruppo misto. La richiesta riguarda copia conforme della documentazione riguardo spese per attività di comunicazione, rappresentanza collaborazione/consulenza o comunque dichiarati utili per l'espletamento del mandato consigliare nel periodo compreso fra il 2008 e il 2012.
Taxi, alberghi, voli e biglietti del treno. Ma anche un vasetto di Nutella, i conti del gommista, quadri di un pittore lodigiano e tombole. Questi alcuni dei rimborsi 'sospetti' che i pm Alfredo Robledo, Paolo Filippini e Antonio D'Alessio contestano a 29 consiglieri regionali di Pd, Sel, Idv, Pensionati e Udc, indagati per peculato. Sette di loro, però, non dovranno presentarsi in procura per chiarire la loro posizione, ritenuta più lieve vista la scarsa entità delle spese sostenute con i soldi pubblici. Tra i nuovi indagati, che si vanno ad aggiungere ai 62 colleghi di Pdl e Lega, ci sono i capigruppo Luca Gaffuri (Pd), Chiara Cremonesi (Sel), Stefano Zamponi (Idv), Elisabetta Fatuzzo (Pensionati) e Gianmarco Quadrini (Udc). Oltre a loro, hanno già ricevuto avviso di garanzia e invito a comparire Giuseppe Civati (Pd), Alessandro Alfieri (Pd), Angelo Costanzo (Pd), Enrico Marcora (Udc), Franco Mirabelli (Pd), Carlo Porcari (Pd), Francesco Prina (Pd), Carlo Spreafico (Pd) e Antonio Viotto (Pd) e altri 12 politici regionali. Gli importi contestati sono generalmente più bassi rispetto a quelli scoperti per il centrodestra.


La "finalità istituzionale" di alcune voci, però, merita di essere spiegata, come ad esempio i 2,70 euro spesi dal consigliere Pd Carlo Sprafico per un barattolo di Nutella. Tra i rimborsi di Spreafico, anche il dvd del film Disney Hercules, un corso d'inglese, 4000 euro per due quadri del pittore lodigiano Romano Trojani, una macchina fotografica e una telecamera. Indagato anche Pippo Civati, volto emergente del Pd, per oltre 700 euro di taxi, biglietti ferroviari e hotel. L'esponente di Sel Chiara Cremonesi dovrà spiegare ai pm come, tra il 2010 e il 2012, abbia speso gli oltre 114mila euro che le vengono contestati in qualità di capogruppo al Pirellone. Nel suo 'carrello della spesa' un master su come vincere le elezioni da 59 euro, cappuccini, brioches, focacce, spremute e pieni di benzina. Tra le ricevute anche abbonamenti settimanali ai mezzi pubblici e parcheggi, un'orchidea da 25 euro, ben 6.534 euro sborsati il 20 marzo 2012 per l'ottimizzazione dei contenuti all'interno del sito, progetto a favore di www.giuliocavalli.net, spot a Radio Popolare e manifesti 'Lega Ladrona' e 'Formigoni go home'.

Tra le spese bizzarre, anche 11 tombole comprate dall'esponente dell'Udc Marcora dall'associazione Valeria Onlus, diverse copie del libro "Il bene di tutti. Gli affreschi del buon governo" per un totale di 2.380 euro, pranzi e cene e un treppiede per la telecamera con relativa sacca per 304 euro.
Le spese allegre di certi consiglieri regionali sono delle più svariate specie, come dimostra la vicenda dei 64 consiglieri lombardi sui quali pende l’accusa di peculato. I soldi pubblici in questo caso sarebbero stati spesi "tra i 2008 e il 2011 per l’acquisto di aspirine e vasetti di Nutella, serrature e caviale ma anche banchetti ben orchestrati. In tutto 2 milioni e 140mila euro" sacrificati sull’altare delle esigenze degli amministratori del Pirellone. Esigenze ritenute dai magistrati non corrispondenti alle previsioni di legge, evidentemente. Dalle indagini è esclusa la Giunta anche “se – stando a quanto riporta oggi il Corriere della Sera e riprende TgCom 24 – la Procura fa notare che i rimborsi, pur essendo corretti dal punto di vista formale, sono anomali”.
I consiglieri coinvolti - I consiglieri coinvolti apparterrebbero a Pdl (31), Lega (23), Pd (5), Udc (2), Sel (1), Italia dei Valori (1) e Pensionati (1). Tutti rischiano di essere rinviati a giudizio per peculato. Le spese dei consiglieri in questione infatti sembrano aver poco a che fare con l’attività politica. Secondo il Corriere, un consigliere della Lega (Alessandro Marelli) avrebbe speso 35 euro in un negozio di serrature. Mentre un altro del Pd (Guido Galberti) si sarebbe fatto rimborsare una confezione di aspirina da 12,10 euro. Il capogruppo dell’Udc (Gianmarco Quadrini) avrebbe presentato una ricevuta da 2.190, 29 euro per “caviale e pesce vario”. Giuseppe Angelo Giammario (Pdl) "si sarebbe fatto rimborsare 120 bottiglie di vino Refosco da 1.094 euro mentre il collega di partito Gianluca Rinaldin avrebbe speso 265,5 euro per pasteggiare con due commensali sorseggiando Brunello di Montalcino". Solo alcune delle spese pazze, perché non mancano tanti televisori, tablet e smartphone comprati a carico della Regione Lombardia.                     


Coppetta di gelato e vaso di Nutella - Colpisce in questa vicenda - come in quella di altre regioni del resto - che i consiglieri non abbiano esitato ad acquistare a carico dei cittadini oggetti e servizi particolari di un certo valore ma anche cose di valore infimo. Quasi che lo stipendio da consigliere non bastasse a far fronte neppure a certe piccole spese. Così "un esponente leghista del consiglio avrebbe presentato per il rimborso uno scontrino da 2,70 euro per una coppetta di gelato, mentre un altro del Pd avrebbe chiesto il rimborso di un vasetto di Nutella da 2,70 euro".

Si salva la Giunta - Si salva invece la Giunta. I Pm Alfredo Robledo, Paolo Filippini e Antonio D’Alessio hanno chiesto l’archiviazione per venti degli assessori nonostante alcune loro spese siano state definite “anomale e inopportune”. Si parla di “aperitivi da 179,75 euro, pranzi e cene in ristoranti stellati e costose degustazioni di vini pregiati”. Il Corsera parla per esempio di "un lungo elenco di pasti (quasi 17mila euro) riguardanti l’ufficio di presidenza allora guidato da Roberto Formigoni, ad esempio 22 pranzi o cene nell’ hotel a 5 stelle Le Meridien Gallia a due passi dal Pirellone. Ma anche in ristoranti famosi, come quello dell’11 marzo 2009 allo stellato Cracco in occasione di un incontro tra il Presidente e la Consulta architetti del Bie. Accompagnato da degustazione di vini, costato all’erario 2.520 euro". La decisione di non procedere nei loro confronti pare tuttavia derivi dal fatto che le norme applicabili sono più elastiche rispetto a quelle in vigore per i consiglieri regionali.

venerdì 28 marzo 2014

L'ARMA DEI CARABINIERI DIMEZZATA DALLA SPENDING REVIEW





Duramente «colpiti», ridimensionati, quasi privati della capacità di reazione. La «mannaia» di Carlo Cottarelli, il commissario alla revisione della spesa, sta per abbattersi sull’Arma dei carabinieri dopo anni di «tagli decimanti» che già hanno piegato la «spina dorsale» della Benemerita. Con la prospettata spending review ad avere la peggio potrebbe essere, come pare inevitabile, la sicurezza dei cittadini. È quanto emerge da uno studio interno elaborato dal Cocer dell’Arma, «disarmata» nell’attesa degli ulteriori «tagli» che non tengono conto della straordinaria e inveasiva opera di razionalizzazione già messa in campo in questi anni dalla Benemerita. Numeri e cifre di quanto già fatto; ricadute e conseguenze che rischiano di abbattersi sulle nostre «divise», quelle che al loro interno annoverano anche il nome di Giuseppe Giangrande, il brigadiere ferito proprio davanti l’ufficio di Palazzo Chigi che ha dato mandato a Cottarelli di trovare 7 miliardi di euro. Eppure l'Arma, che ogni giorno rischia la vita dei suoi uomini, ha già dato, è già venuta incontro alle esigenze di «cassa» dei governi che si sono succeduti.
INTERVENTI GIÀ EFFETTUATI
A causa delle varie leggi finanziarie susseguitesi negli anni, i carabinieri sono stati «costretti» a rivedere la propria organizzazione, «intingendo» nella carne viva di ogni singolo militare, a chiudere uffici, eliminare auto, elicotteri, navi. Perché quando si parla di riformare stazioni e tenenze, è di questo che si tratta: «colpire» un uomo un divisa che si sveglia ogni mattina per proteggere lo Stato e i cittadini. Dal 2001, ad esempio, esiste il Centro Nazionale Amministrativo, creato allo scopo di ricondurre ad un’unica unità organizzativa tutte le attività di gestione di stipendi, pensioni, documentazione matricolare e assistenza fiscale. Un lavoro «amministrativo» che prima era portato a termine da 1.300 militari, dislocati sul territorio nazionale, e che oggi viene svolto da poco più di 300 uomini. Gli «sforzi» dell'Arma, a cui ora si chiede inspiegabilmente di più, sono stati rivolti anche alla cosiddetta «Organizzazione Centrale-Comando Generale Roma», con la soppressione, nel triennio 2009/2012, di ben 266 posizioni d’impiego. Avete letto bene: 266, non una o due. Non è stato nemmeno possibile «proteggere» l'organizzazione addestrativa della Benemerita: sono infatti state soppresse due Scuole Allievi di Fossano (Cn) e Benevento, che hanno significato il recupero complessivo di 486 unità organiche. La «carneficina» non finisce qui. Inevitabile è stato anche «toccare» l'organizzazione Mobile e Speciale, con la soppressione dei servizi amministrativi dei reggimenti e battaglioni, le cui funzioni sono state assorbite dai servizi amministrativi dei comandi Legioni, consentendo il recupero di 1.014 uomini. E poi anche la soppressione dei Raggruppamenti Tecnico Logistico Amministrativi dei Comandi Interregionali, che ha permesso il recupero di 1.083 unità. Di più, obiettivamente, è impossibile fare      


 VIA AUTO, AEREI, NAVI, ARTIFICIERI, ELICOTTERI
L'Arma, dunque, ha subìto colpi micidiali, colpi da cui, a bocce ferme, sarà difficile riprendersi, soprattutto se si pensa al resto: 178 unità e 51 elicotteri recuperati nel servizio aereo; 234 unità e144 mezzi nel servizio navale (con la relativa chiusura di 82 siti); 49 unità recuperate nel 2012 sul reparto Carabinieri Presidenza della Repubblica e Reggimento Corazzieri; dai nuclei cinofili altre 87, con la riduzione dei presidi a 21; è poi 55 unità dai Comandi Artificieri, 107 tra i tiratori scelti e 60 nell’ambito dei subacquei.




STAZIONI CHIUSE, COMPAGNIE A RISCHIOI cittadini hanno potuto assistere alla «sparizione» delle stazioni dei carabinieri, perdendo un punto di riferimento imprenscindibile, una garanzia di protezione e «sicurezza», un «alleato» fidato e sempre presente. Sono state accorpate 31 stazioni. Per quattro di esse è già pervenuto l’assenso del ministero della Difesa e si procederà all’accorpamento. Per altre cinque è stato richiesto l’assenso ministeriale. La «mannaia» rischia inevitabilmente di abbattersi anche su altre 32, sulle quali sono in corso di ulteriori approfondimenti. Sono stati, inoltre, soppressi due presidi presso scali ferroviari e aeroportuali, mentre sei compagnie sono state rimodulate in tenenze. Infine un'altra compagnia è stata soppressa e le competenze sono state trasferite a quella confinante. Dovrebbe bastare per convincere Cottarelli a rivedere i suoi piani, convincerlo che «tagliare» ancora le «divise» è un non sense, un boomerang, illogico. Nell'ambito di un tavolo tecnico presso il dipartimento della polizia di stato si è anche agito verso un'ulteriore razionalizzazione con altri interventi che penetrano nella vita dei militari e conseguentemente dei cittadini. L'attenzione è stata posta su 228 Comuni, e sono stati individuati 45 centri su cui fondare la riorganizzazione della sicurezza. Più esattamente sono state soppresse sei compagnie, altre tre sono state spostate, avendo come fine l'accorpamento di 9 stazioni. In pochi dei comuni individuati la situazione e rimasta invariata. Interventi «massacranti» per la Benemerita, che consentirebbero sì di recuperare 276 «posizioni di impiego», ma a che prezzo?


GAZZELLE SPARITE E SICUREZZA A RISCHIO
Eppure è chiaro, assodato, accertato, che ogni volta che da un paese o quartiere sparisce una caserma, la «gazzella» non si vede più e al numero di telefono memorizzato da decenni (il 112) non risponde più nessuno, gli effetti sulla comunità sono pessimi. Lo dimostrano le indagini demoscopiche, che provano come gli italiani ripongano la loro fiducia proprio negli uomini in divisa. Il loro gradimento verso i carabinieri e tutte le forze di polizia è sempre alto. Ed è quasi un mistero il come riescano ancora ad agire e svolgere il proprio lavoro, nonostante da sette anni i loro bilanci si siano drasticamente assottigliati. Allora c'è da chiedersi: come può uno Stato ordinare una sicurezza più oculata sul territorio e allo stesso stesso tempo tagliare le risorse economiche per attuarla?

UMILIATI E OFFESI, DIVISE A META’ STIPENDIO
La spending review ha creato fra gli uomini dell'Arma scoraggiamento e sofferenze. Negli ultimi anni leggi e decreti si sono abbattiti sulla Benemerita, mese dopo mese, anno dopo anno, sfiancando chi nell'Arma c'è da decenni e chi c'ha appena messo piede. E se nonostante ciò i carabinieri continuano a servire lo Stato fedelmente e proteggere i cittadini, dall'altro non si può far finta di non vedere che vengono trattati come gli «altri» dipendenti pubblici ignorando la loro specificità, che viene così calpestata, sminuita, messa in secondo piano. Cos'è infatti, se non questo, il blocco degli aumenti stipendiali, quello dei contratti, l'accorpamento del contratto normo-economico triennale, il blocco degli avanzamenti nel grado, quello su alcune indennità come l’assegno di funzione, la rivisitazione del sistema pensionistico, il blocco ormai infinito della previdenza complementare. E il protrarsi anche nel 2014 del blocco delle retribuzioni relative alle promozioni e agli automatismi stipendiali, non può non alimentare un disagio palpabile, crescente, a volte ingestibile. Se solo le Istituzioni dessero un segnale di considerazione in questo ambito, di certo ciò rappresenterebbe un passo concreto verso il riconoscimento di quella «specificità» sostanzialmente messa da parte.

RAZIONALIZZAZIONE DEI COMANDI Lo Stato ha dunque abbandonato i «suoi» carabinieri? Ha lasciato al loro destino quei servitori che «nei secoli» hanno dato e danno la vita per gli altri? Lo Stato dimentica che quegli stessi carabinieri hanno moltiplicato i loro sforzi con la inevitabile conseguenza di aver dovuto accantonare, trascurare, le loro famiglie per dedicarsi alla sicurezza dei cittadini? Lo Stato non sa che i carabinieri sempre più spesso si separano dalle proprie mogli e che molti di loro si suicidano, come dimostrano i numeri? È solo un dato statistico o non è un segnale drammatico di scelte sbagliate? Oggi un carabiniere non finisce più la carriera nell’Ufficio/Comando che ha contribuito a far crescere; non ha certezze sulla pensione (chi va in pensione in questo momento storico subirà un notevole danno economico); non si vede riconosciuta la previdenza complementare; si vede congelati gli aumenti stipendiali, l’avanzamento nel grado, l’assegno di funzione; assiste al mancato riordino dei gradi che preclude la speranza di carriera e nemmeno al rinnovo dei contratti; non si vede più affiancato da carabinieri giovani a causa del blocco delle assunzioni. È troppo. A causa del blocco parziale del turn over, la forza effettiva dell’Arma registra un deficit organico di 12.600 unità a fronte di una forza prevista dalle leggi di 117.920 unità.

PAPA FRANCESCO RIMUOVE IL DISCUSSO VESCOVO DI LIMBURG



Il Papa ha accolto le dimissioni del Vescovo di Limburg Franz-Peter Tebartz-van Elst e ha annunciato la nomina di un Amministratore apostolico  il Vescovo Mons. Manfred Grothe. Il 20 ottobre 2013 Tebartz-van Elst, 54 anni, studi teologici, aveva presentato le sue dimissioni a seguito dello scandalo per le spese faraoniche  ed eccessive per la costruzione del Centro Diocesano "St. Nikolaus" che comprende anche la residenza vescovile. Il tutto per la modica somma di 31 milioni di euro. L'ex Vescovo di Limburg era chiaccherato e, più volte, era finito sulla stampa per il suo comportamento disinvolto. Circa un anno fa andò in India con un altro Vescovo per vedere la possibilità di costrire un villaggio per bambini disagiati.  e prese due biglietti di prima classe andata e ritorno. La cosa si venne a sapere e la cittadinanza di Limburg protestò. La goccia che ha fatto traboccare il vaso però è stata la costruzione del Centro Diocesano Saint Nikolas.
                                     

                           Il Duomo e il centro diocesano


La diocesi di Limburg ha 2 milioni e 222 mila abitanti e 700 mila battezzati, 700 sacerdoti, 256 uomini religiosi,  1030 suore, 61 diaconi permanenti e 329 parrocchie. Ora il Papa che ha accolto le dimissioni di questo Vescovo un po' stravagante per le sue follie e bella vita chiede il silenzio alla comunità di Limburg. Il vescovo è il successore degli Apostoli ed è un uomo di carità, di fede e di speranza.  esecita la prudenza ma a Limburg l'ex vescovo ha ecceduto. Anche se ha buone conoscenze e appoggi a Roma e in Germania noi non rinunciamo a dire la nostra opinione. Il vescovo fa il voto di povertà a cui deve attenersi tutta la vita. Ma qui Franz-Peter Tebartz-van Elst non sa neanche cosa sia la povertà di cui ci ha parlato papa Francesco anche nell'Esortazione apostolica Evangelii gaudium. Gli sprechi, gli sfarzi, il lusso di questo vescovo sono un insulto alla povertà, al miliardo di persone che è alla fame, allo stremo, e non puo' nè bere nè mangiare. Ancora peggio delle periferie di Buenos Aires è l'Africa centrale e meridionale. E questo vescovo per i suoi capricci ha realizzato una megacostruzione che lo rende megalomane. E se è megalomane è malato suo malgrado. Questa è la situazione in estrema sintesi.
            
                            Il centro diocesano Saint Nikolas

 Ma vediamo cosa dice il dizionario medico su questa patologia. La megalomania (dal greco μεγαλομανία) è uno stato psicopatologico caratterizzato dalle fantasie di ricchezza, di fama e di onnipotenza. La parola deriva da due parole greche: megas (grande) e "mania" ovvero ossessione. Questa patologia mentale è certe volte sintomo di disturbi paranoici e maniacali. Pertanto, poichè la grazia non può supplire la natura, ne consegue che questo Vescovo avendo manie di grandezza ed essendo megalomane non può fare nè il sacerdote nè il vescovo. A meno che un pool di psichiatri se ne assume le responsabilità. Questo per il bene della Chiesa e dei fedeli. I Vescovi, è noto, sono i successori degli Apostoli. E gli Apostoli, chi sono? Sono coloro che il Signore ha scelto, ha separato, segregato in ordine ad una missione in favore del popolo (Eb 5, 1). Sono coloro, che Egli manda (cfr. Gv  15, 16; Mt  19, 29; Lc 18, 29; Gal. 1, 15; Rm  1, 1; At  13, 2). Apostolo vuol dire mandato. Gli Apostoli, e perciò i Vescovi loro successori, sono i rappresentanti, o meglio i veicoli, gli strumenti della carità di Cristo verso gli uomini. Il ministero episcopale è segno e strumento di salvezza (cfr. Mt 9, 38; Lc  6, 13; Gv  20, 21). Gli uomini nell’economia ordinaria e divina della salvezza non si salvano da soli. La Chiesa è il sacramento visibile dell’amore salvifico di Dio (cfr. Lumen Gentium, n. 9).
            Il vescovo e la sua macchina sportiva costosissima


E il sacerdozio ministeriale è indispensabile (ib. n. lo), ed ha nell’Episcopato la sua piena espressione. Occorre infatti chi porta agli uomini la parola di Dio (Dei Verbum, n. 10); occorre chi distribuisce ad essi i misteri della grazia (cfr. 1 Cor. 4, l-2); occorre chi guida sulle vie del Signore (cfr. Gv  21, 15; Lumen Gentium, nn. 19-20); occorre chi riunisce in Cristo mediante il Vangelo (Rm 10, 8; 1 Cor. 4, 1-2; Tit. 1, 7; 1 Petr. 4, 10; ecc.). Cioè i Vescovi sono ministri, sono servitori; essi non sono per sé; sono per gli altri. Sono  per i  Fedeli della Chiesa (cfr. Lc 22, 26; Rm 1, 14; Lumen Gentium, n. 20). Essi sono per la Chiesa. Per la Chiesa i Vescovi hanno diritto e dovere di esercitare le funzioni di Maestri, di Sacerdoti, di Pastori (cfr. 1 Petr. 4, 11; Pont. Rom. n. 18; Decr. Christus Dominus, nn. 12- 16). Sono per la Chiesa, e alla Chiesa offrono tutta la loro vita (2 Cor. 12, 15). 


       Il successore pro tempore del Vescovo di Limburg  Mons. Manfred Grothe

Papa Francesco, invece, disegnando il ruolo del vescovo  pone l'accento  sul fatto che i vescovi sono stati costituiti nelle cose che riguardano Dio. Al vescovo compete più il servire che il dominare. Sempre in servizio, sempre il servizio”. “Mediante l’orazione ricordate quel primo conflitto nella Chiesa di Gerusalemme, quando i vescovi avevano tanto lavoro per custodire le vedove, gli orfani e hanno deciso di nominare i diaconi. Perché? Per pregare e predicare la Parola. Un vescovo che non prega è un vescovo a metà cammino. E se non prega il Signore finisce nella mondanità”. “Amate- dice Francesco -  con amore di padre e di fratello tutti coloro che Dio vi affida. Anzitutto presbiteri e diaconi: sono vostri collaboratori, sono i più prossimi dei prossimi, per voi. Mai far aspettare un presbitero, un’udienza, subito rispondere. Siate vicini a loro. Il vescovo è chiamato ad amare anche i poveri, gli indifesi e quanti hanno bisogno di accoglienza e di aiuto”.
“Vegliate con amore su tutto il gregge nel quale lo Spirito Santo vi pone a reggere la Chiesa di Dio. Vegliate nel nome del Padre, del quale rendete presente l’immagine; nel nome di Gesù Cristo, suo Figlio, dal quale siete costituiti maestri, sacerdoti e pastori. Nel nome dello Spirito Santo che dà vita alla Chiesa e con la sua potenza sostiene la nostra debolezza!”.
 Obiettivamente possiamo dire che l'ex Vescovo di Limburg   Franz-Peter Tebartz-van Elst,  vescovo megalomane, abbia questi requisiti? Basta osservare la mimica facciale, i suoi gesti e la cinesica per essere preoccupati.