domenica 13 ottobre 2013

PAPA FRANCESCO SCOMUNICA PRETE FAVOREVOLE NOZZE GAY E SACERDOZIO FEMMINILE




Se da una parte Papa Francesco non smette di sorprendere con la sua voglia di dialogo e confronto con tutti, altrettanto ferme sono le sue posizioni che appartengono alla linea di una Chiesa tradizionalista.
Non è trascorso molto tempo da quando il Pontefice ha mostrato accoglienza verso divorziati e gay. L'ultima volta è stata nell'intervista rilasciata al direttore di Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro. I mezzi di comunicazione hanno parlato di apertura su nozze omosessuali e aborto. In realtà, la posizione del Vaticano non è cambiata di un millimetro. E Papa Francesco non si discosta affatto da quella linea dottrinale che ha contraddistinto i suoi predecessori.
Ne è una prova la notizia della prima scomunica latae sententiae firmata da Papa Bergoglio. Padre Greg Reynolds, sacerdote australiano, ha infatti ricevuto la comunicazione di scomunica dal Vaticano attraverso l'arcivescovo della Diocesi di Melbourne, Denis Hart. Il motivo? Le sue posizioni di apertura sulle nozze omosessuali e sul sacerdozio femminile. Posizioni non in linea con l'orientamento della Chiesa.
La notizia è stata diffusa dal National Catholic Reporter, un portale di informazione religiosa con sede a Kansas City. Poi ha cominciato a diffondersi soprattutto sui media australiani. E ha trovato conferma in Vaticano. «Il dossier è stato curato dalla Congregazione per la dottrina della fede, anche se la scomunica è automatica - spiegano dai Sacri Palazzi - e significa essere fuori dalla Chiesa, ovvero non poter ricevere nessun sacramento. In questo caso la decisione è stata presa per le posizioni del sacerdote che non collimano con la dottrina della Chiesa. Si tratta della prima scomunica del Pontificato di Papa Francesco. Ovviamente il procedimento era iniziato con Benedetto XVI, ma la decisione finale è stata di Papa Francesco».
Il documento della Santa Sede, scritto in latino e senza una spiegazione dettagliata, porta la data del 31 maggio. Già nel 2011 il sacerdote era stato sospeso dal suo ministero dall'arcivescovo di Melbourne. Padre Greg, dunque, non avrebbe potuto più celebrare la messa. Ma nonostante ciò, il sacerdote ha continuato a presiedere pubblicamente la celebrazione e a predicare opinioni contrarie agli insegnamenti della Chiesa cattolica. Il prete ha anche fondato un movimento, chiamato «Inclusive Catholics», che esprime posizioni di apertura e sostegno verso le nozze gay.
Ora è arrivata la scomunica di Papa Francesco. «Mi aspettavo di poter essere ridotto allo stato laicale - ha affermato il sacerdote australiano - ma di certo non mi sarei aspettato di essere scomunicato. Un tempo la scomunica era considerata un qualcosa di enorme, ma oggi le gerarchie ecclesiastiche hanno perso ogni fiducia e rispetto. Nessuno dal Vaticano mi ha mai contattato - ha aggiunto il religioso - e non mi hanno dato alcuna spiegazione».
Reynolds viene accusato di eresia, secondo il Canone 751 del diritto canonico, ovvero «l'ostinata negazione, dopo aver ricevuto il battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica o il dubbio ostinato su di essa».
La decisione del Vaticano è definitiva e inappellabile, senza possibilità di ricorso. «Una scelta effettuata per il bene della Chiesa», si legge nella comunicazione a padre Greg Reynolds. Un segnale forte di Papa Bergoglio verso tutti coloro che vedono nell'operato del nuovo Pontefice un cambiamento di rotta nella dottrina della Chiesa. Che evidentemente non c'è.

PAPA FRANCESCO: SERVIRE DIO O IL DENARO

Il denaro corrompe, e l'idolatria del danaro allontana da Dio e indebolisce la fede e il pensiero. Non si può servire Dio e il denaro, e ''questo non è comunismo''. Il danaro poi suscita invidie, gelosie e tormenti. Lo ha detto il Papa nella messa a Santa Marta. Stralci della omelia sono pubblicati dalla Radiovaticana. "Non si può servire Dio e il denaro", ha detto papa Francesco commentando le parole di san Paolo. C'è qualcosa "nell' atteggiamento di amore verso il denaro - ha osservato - che ci allontana da Dio". Ci sono "tante malattie, tanti peccati, ma Gesù - ha detto - su questo sottolinea tanto": "l'avidità del denaro, infatti, è la radice di tutti i mali". Presi da "questo desiderio", ha constatato il Papa, "alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti tormenti". E con amarezza ha aggiunto: "E' tanto il potere del denaro, che ti fa deviare dalla fede, pure", addirittura "ti toglie la fede: la indebolisce e tu la perdi!"."Il denaro anche ammala il pensiero, anche ammala la fede e la fa andare per un'altra strada. Queste parole oziose, discussioni inutili… E va più avanti… Da ciò nascono le invidie, i litigi, le maldicenze, i sospetti cattivi, i conflitti di uomini corrotti nella mente e privi della verità, che considerano la religione come fonte di guadagno. 'Io sono cattolico, io vado a Messa, perché quello mi dà un certo status. Sono guardato bene… Ma sotto faccio i miei affari, no? Sono un cultore del denaro'. E qui dice una parola, che la troviamo tanto, tanto frequentemente sui giornali: 'Uomini corrotti nella mente'. Il denaro corrompe! Non c'è via di uscita". Se scegli "la via del denaro", ha aggiunto, "alla fine sarai un corrotto".
Il denaro, ha detto ancora, "ha questa seduzione di farti scivolare lentamente nella tua perdizione". "'Non puoi servire Dio e il denaro'. Non si può: o l'uno o l'altro! Questo non è comunismo, eh! Questo è Vangelo puro! Queste sono le parole di Gesù! Cosa succede col denaro? Il denaro ti offre un certo benessere all'inizio. Va bene, poi ti senti un po' importante e viene la vanità. Lo abbiamo letto nel Salmo che viene questa vanità. Questa vanità che non serve, ma tu ti senti una persona importante: quella è la vanità. E dalla vanità alla superbia, all'orgoglio. Sono tre scalini: la ricchezza, la vanità e l'orgoglio". "Nessuno - ha detto ancora - può salvarsi col denaro!". Tuttavia, ha osservato, "il diavolo prende sempre questa strada di tentazioni: la ricchezza, per sentirti sufficiente; la vanità, per sentirti importante; e, alla fine, l'orgoglio, la superbia: è proprio il suo linguaggio la superbia".
Divorziati,gay e aborto apertura di Francesco - La Chiesa del buon Samaritano, capace di ''chinarsi sulle ferite''. Più ''ospedale da campo'' che ''laboratorio''. Sempre in frontiera, fatta di pastori e non di ''chierici di Stato'', pronta ad ascoltare i ''dubbi'' dei veri profeti. E a guidarla un papa che dai suoi errori ha imparato a non essere ''autoritario'', che mette il ''Vangelo puro'' prima delle riforme, che non giudica i gay, e per loro predica misericordia, come anche per i divorziati risposati e le donne che hanno abortito. E che intende il dialogo ecumenico anche come possibilità di imparare dagli altri cristiani, che pensa a cambiare il metodo di lavoro del sinodo e vuole che i dicasteri romani siano ''al servizio del Papa e dei vescovi''. Un papa gesuita, quindi capace di ''discernimento'' e di ''creatività'' Questa la Chiesa di Francesco, a sei mesi dall'elezione, come emerge da una amplissima intervista del papa latinoamericano al direttore di ''Civiltà cattolica'', Antonio Spadaro, frutto di tre colloqui distinti, e che sarà pubblicata in diverse riviste gesuite. L'intervista è davvero a tutto campo, e fornisce un quadro prezioso delle idee e della storia del Pontefice, dei suoi rapporti con la spiritualità gesuita, spiega molto di ciò che è stato Bergoglio e di ciò che potrebbe essere la sua riforma della Chiesa. ''Il mio modo autoritario e rapido di prendere decisioni - racconta - mi ha portato ad avere seri problemi e a essere accusato di essere ultraconservatore''.

Un'esperienza difficile che oggi mette a frutto: ha capito quanto sia importante ''la consultazione'': ''i Concistori, i Sinodi sono, ad esempio, luoghi importanti per rendere vera e attiva questa consultazione. Bisogna renderli però meno rigidi nella forma. Voglio consultazioni reali, non formali''. Quanto ai dicasteri romani, ''sono mediatori, non gestori''. ''Molti, ad esempio, - osserva il Papa chiarendo l'importanza dell'esercizio del discernimento, richiesto da sant'Ignazio, fondatore dei gesuiti - pensano che i cambiamenti e le riforme possano avvenire in breve tempo. Io credo che ci sia sempre bisogno di tempo per porre le basi di un cambiamento vero, efficace. E questo è il tempo del discernimento. E a volte il discernimento invece sprona a fare subito quel che invece inizialmente si pensa di far dopo. Ed è ciò che è accaduto anche a me in questi mesi''. Tutta da leggere la parte sul tempo come luogo dove incontrare Dio, anziché cercare ''spazi da occupare''. Molto ampia la parte dell'intervista dedicata alla Chiesa, che non è ''una piccola cappella che può contenere solo un gruppetto di persone selezionate. Non dobbiamo ridurre - afferma con forza papa Bergoglio - il seno della Chiesa universale a un nido protettore della nostra mediocrità''. E qui la richiesta della Chiesa del Samaritano, che si chini sulle ferite, di pastori misericordiosi. ''Le riforme organizzative e strutturali sono secondarie, cioè vengono dopo. La prima riforma deve essere quella dell'atteggiamento. I ministri del Vangelo devono essere persone capaci di riscaldare il cuore delle persone, di camminare nella notte con loro, di saper dialogare e anche di scendere nella loro notte, nel loro buio senza perdersi. Il popolo di Dio vuole pastori e non funzionari o chierici di Stato''. Papa Francesco spiega anche perché non insiste sui temi morali, come invece gli è stato rimproverato: una pastorale missionaria, ''non è ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine da imporre con insistenza''. E ripropone una serie di considerazioni sulla Chiesa misericordiosa, feconda e madre, con espressioni efficaci e felici, quale ''il confessionale non è un luogo di tortura''. Molto spiega del papa latinoamericano il suo ''gesuita preferito'', quel Pietro Favre compagno di stanza di Ignazio negli anni di studio alla Sorbona. Il gesuita oggi vestito di bianco ne descrive così i tratti più impressivi: ''Il dialogo con tutti, anche i più lontani e gli avversari; la pietà semplice, una certa ingenuità forse, la disponibilità immediata, il suo attento discernimento interiore, il fatto di essere un uomo di grandi e forti decisioni e insieme capace di essere così dolce".

venerdì 11 ottobre 2013

PER BERLUSCONI NIENTE AMNISTIA E NIENTE INDULTO. LUI SAREBBE L'UNICO CRIMINALE D'ITALIA ?


In un dibattito su indulto e amnistia avvelenato dall’ingombrante presenza del Cavaliere, interviene il ministro della Giustizia. "Penso proprio di no", dice Anna Maria Cancellieri, intervistata da Radio 24, chi le chiedeva se l'amnistia potesse riguardare anche Silvio Berlusconi. Pressioni o indicazioni dal Colle? "No assolutamente - aggiunge -. So bene che per molti sarà anche un provvedimento impopolare, ma la gente capisce più di quanto pensiamo. C'è la necessità di far fronte all'emergenza carceri". Io non sono berlusconiano ma trovao profondamente ingiusta la presa di posizione della Cancellieri. Che adesso a pagare debba essere solo Berlusconi in questo Paese è grave e preoccupante. Nelle aule dei Tribunali c'è scritto: la legge è uguale per tutti, ma per Berlusconi vale solo quando deve essere condannato. E' un abuso, una barbarie, una grave lesione ai diritti della persona. Berlusconi paga la sua discesa in campo nel 1994 e 18 anni di governo. Paga anche l'odio e l'invidia sociale.  Anche se non lo conosco gli esprimo la mia solidarietà e la mia vicinanza. Perchè i vari Casini, D'Alema, La Russa, Mussolini non dicono nulla su questa proposta di  legge iniqua ? 
Amnistia per 20 mila: mai assassini e stupratori - L'amnistia potrebbe riguardare "20 mila persone e poi incide anche sui processi da fare e quindi ci darebbe anche un po' di respiro anche da questo punto di vista". Cancellieri si dice però certa che "assassini, stupratori e ladri non usciranno mai”. Per il ministro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "ha fatto benissimo" a reagire agli attacchi del Movimento cinque stelle perché "è stata una cosa squallida e assolutamente gratuita". Il Quirinale ha troppo potere? "No, assolutamente" ha risposto il Guardasigilli.
Idee chiare sulla legge - Anna Maria Cancellieri ha "idee chiare" sulla legge da proporre su amnistia e indulto ed è convinta che, rispetto alle richieste dell'Europa, "sicuramente faremo in tempo, si possono fare bene le cose e con equilibrio". I provvedimenti di clemenza potrebbero toccare 20 mila detenuti e il termine di "quattro anni potrebbe essere una traccia". 
Giustizia-spettacolo è problema, misure entro 2 mesi - Cancellieri è poi convinta che "la giustizia spettacolo sia un problema. In questi anni ci sono stati eccessi, momenti pesanti, ma non dimentichiamo quello che ha funzionato". Per quanto riguarda i casi di malagiustizia "Tortora è il caso che ha fatto più male, il primo e il più doloroso. Poi ce ne sono stati altri, ma non facciamo nomi". La violazione del segreto istruttorio è un problema? La riforma della giustizia riguarderà "carceri, processo civile e velocizzazione processo penale. Su questi temi faremo molto presto, un mese, due mesi per approntare alcuni provvedimenti e alcune leggi delega nel settore", conclude.


LE PRIME NOMINE DI PAPA FRANCESCO






Molti amici mi chiedono un parere su Papa Francesco, un gesuita che arriva dalle periferie di Buenos Aires e che non ama farsi servire da cadetti, da ufficiali  e da marescialli che lo omaggiano con l'attenti. Gesù Cristo dai suoi discepoli non pretendeva l'attenti ma nel 2013 (oltre 2000 anni dopo assistiamo a privilegi  e al bacio della pantofola: Eccellenza qua, Eccellenza là...).  E' evidente,  che rispetto a Paolo VI e a Benedetto XVI,  è diverso. Lui più sbrigativo, dai modi spicci e senza troppi giri di parole. Ottimista, attivo, dinamico. Gli altri due, colti, raffinati e attenti alla Teologia (la Verginità di Maria, la natura umana e divina di Cristo, la Chiesa gerarchica e la Resurezione) e ai dogmi della Chiesa. Entrambi  attenti ai valori non negoziabili, al celibato sacerdotale e per il no all'accesso delle donne al sacerdozio.  Ma non per questo meno attenti ai bisogni degli ultimi, dei malati, e dei sofferenti. Per esempio, Paolo VI scrisse la memorabile Lettera Enciclica Populorum progressio che potrebbe essere un manifesto del Pontificato di papa Francesco. Dicevo che Francesco con le sue scarpe ortopediche nere ( e non modello Prada), la sua croce in ferro battuto, e la sua abitazione nella Residenza Santa Marta con  i Confratelli Vescovi  ha rivoluzionato le cose non poco. Tutti i Vescovi che vanno in Udienza da lui devono cambiare la croce d'oro e indossare quella d'argento o di ferro battuto. Francesco ha nominato un Moderator Curiae, il card.  Francesco Coccopalmerio, un canonista colto, preparato e molto umile, Poi Papa Francesco ha nominato mons. Ricca allo IOR come suo rappresentante e ha istitutito una Comissione di otto cardinali per ridisegnare la Curia Romana. Si tratta dell'arcivescovo di Tegucigalpa, cardinale Oscar Maradiaga, con funzione di coordinatore, del cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato, dell'arcivescovo emerito di Santiago del Cile, cardinale Francisco Javier Erraruriz Ossa, di quello di Bombay, Oswald Gracias, di Monaco, Reinhard Marx, di Kinshasa, Laurent Monsengwo Pasinya, dell'arcivescovo di Boston, cardinale Sean O'Malley e di quello dell'arcivescovo di Sydney Georg Pell. La segreteria del gruppo è affidata al vescovo di Albano, Marcello Semeraro, che il Papa conosce personalmente dal sinodo del 2001, nel quale Bergoglio, allora arcivescovo di Buenos Aires, era relatore generale aggiunto e monsignor Semeraro segretario generale.   Ha sostituito il cardinale Tarcisio  Bertone, ma ha nominato Segretario di Stato monsignor Parolin vicino a Bertone. Ha inoltre spostato il cardinale Mauro Piacenza dalla Congregazione per il Clero e l'ha messo a guidare la Penitenzieria maggiore e questo, secondo me,  è stato un errore perchè Francesco ha dato retta ai denigratori di palazzo che vogliono Pazienza come un ultra conservatore, tradizionalista e reazionario. Piacenza ha obbedito e non ha contestato la nuova nomina. Da qui si vede l'uomo e la sua umiltà; dei sacerdoti di tutto il mondo si occuperà ora l’arcivescovo Beniamino Stella.  

 
Il Cardinale Angelo Comastri

Ha inoltre  messo l’arcivescovo Lorenzo Baldisseri nel ruolo strategico di segretario generale dei Sinodo, che vuole rinnovare sulla base del principio: il Papa associa i vescovi nel governo della Chiesa universale. Poi c'è il ruolo  del cardinale Angelo Comastri che cumula due incarichi importanti contrariamente a tutti gli esponenti di Curia: è Arciprete papale della Basilica di San Pietro con annessa Fabbrica che produce milioni di euro  ed è Vicario del Papa per lo Stato del Vaticano. Due incarichi che uno non puo' svolgere bene contemporaneamente. Da ultimo ha designato il nuovo Ordinario militare per l'Italia, Sua Eccellenza mons. Santo Marcianò, 53 anni, un Dottorato in Sacra Liturgia e un Baccellierato in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense (una raccomandazione mons. Marciano' sii umile come Francesco e ispirati alla Parola di Dio).  Il suo Predecessore, mons. Vincenzo Pelvi è in attesa di una Diocesi avendo ancora 10 anni per svolgere un mandato (E' incredibile il problema de Papa è quello di trovare un posto al napoletano Pelavi! Ma perchè non va a Afragola, Casoria, a Secodigliano in mezzo ai poveri...)  Con una legge (N. XVIII) adottata martedì 8 ottobre il Vaticano ha armonizzato la sua struttura finanziaria ai parametri europei, come previsto anche dalla “Convenzione Monetaria tra lo Stato della Città del Vaticano e l’Unione europea” del 17 dicembre 2009. << La nuova normativa  - dice il comunicato della Sala Stampa della Santa Sede- , da accostare a quelle recenti in materia di diritto penale sostanziale e processuale ed in materia di sanzioni amministrative, nonché al “Motu Proprio” di Papa Francesco sulla giurisdizione penale, dell’11 luglio 2013, costituisce un ulteriore importante passo nella direzione della trasparenza e vigilanza delle attività di natura finanziaria ed un contributo alla stabilità e integrità del settore a livello globale >>.
In conclusione, Papa Bergoglio, ha scelto il nome di Frencesco e imiterà nel suo Pontificato il Santo di Assisi: avrà un'attenzione speciale per malati e sofferenti. E per gli ultimi della terra, i più deboli, i meno tutelati. E lo stessa virtù della carità la pretenderà dai 5.100 Vescovi ispirandosi alla Prima Lettera ai Corinzi di San Paolo là dove c' è l'Inno alla carità.

giovedì 10 ottobre 2013

DON PATRICIELLO, LA CAMORRA E IL CORAGGIO DI UN PRETE DI FRONTIERA




                                                                don Maurizio Patriciello


Don Maurizio Patriciello, parroco  a Caivano nella Diocesi di Aversa (terra di camorra), è uno dei  213 sacerdoti. Ci sono poi 36 religiosi e 18 diaconi permanenti. Il Vescovo è Sua Eccellenza mons. Angelo Spinillo nato a S. Arsenio (SA). Mons. Spinillo  ha frequentato la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione “san Tommaso d’Aquino”, per tutto il corso istituzionale, conseguendo il “Baccalaureato in Teologia”, e successivamente, dopo il corso di specializzazione, la “Licenza in Teologia Pastorale Profetica”.
Ma noi oggi vogliamo parlare di don Maurizio Patriciello che è uno dei 94 parroci della Diocesi di Aversa. che si batte  per l'ambiente e  parla dell' olocausto della Terra dei Fuochi. In una radio locale  ha affermato: " nell' area della cosiddetta Terra dei Fuochi è in atto uno sterminio di massa come fecero i nazisti con gli ebrei". Un prete coraggioso che rischia la vita e che non ama  il potere, il successo e la carriera come alcuni  vescovi il cui problema principale è quelllo di trovargli una sede vescovile autorevole. Caro Papa Francesco diffida da costoro che sono i primi a parlare male di Te. 
Don Maurizio Patriciello ha anche detto: " mi accusano di essere allarmista. Lo prendo come un complimento. Lo dissero anche molti anni fa con quei pochi coraggiosi che inascoltati denunciavano lo sterminio degli ebrei". In Campania oramai esiste una sesta provincia che sta morendo ed è quella della Terra dei Fuochi".
"I napoletani ed i casertani - hanno urlato decine di cittadini intervenuti in diretta a sostegno della battaglia del prete di Caivano - sono come gli ebrei e gli inceneritori renderanno il nostro ambiente un'unica camera a gas come avveniva nei campi di concentramento!" .

Don Maurizio Patriciello ha anche raccontato anche di aver perdonato l' ex Prefetto di Napoli De Martino che lo umiliò pubblicamente per essersi rivolto durante una riunione al prefetto di Caserta, Carmela Pagano, chiamandola “signora”. E non “signora prefetto”, come da protocollo. Circostanza che irritò a tal punto il prefetto di Napoli, Andrea De Martino, da sgridare con estrema durezza il prelato: “Lei manca di rispetto per le istituzioni, se io la chiamerei signore come reagirebbe? Mi fa anche dimenticare l’italiano… Se vuole andare via può anche andare… lei l’ha offesa, e ha offeso anche me”. Il prete si scusò: “Non sono avvezzo a questi consessi, non volevo mancare di rispetto, mi perdonerete tutti quanti”. Ma la mortificazione era compiuta.                               
"In realtà il su
o comportamento è stato una benedizione perchè ha fatto conoscere all' intero paese la nostra battaglia".
In diretta Gianni Simioli direttore della radio  ha anche chiamato anche Mario De Biase, commissario alle bonifiche delle aree inquinate dai rifiuti della regione Campania che ha spiegato che nonostante le analisi delle terre nell' area ex Resit e Masseria del Pozzo a Giugliano siano risultate negative, cioè non contaminate, lui ritiene lo stesso inopportuno coltivare e mangiare la frutta e gli ortaggi coltivati nella zona. De Biase ha anche specificato che solo i pozzi irrigui sono risultati inquinati non la terra coltivata.

"Ma se una zona - si sono domandati Simioli e Francesco Emilio Borrelli che è anche il leader regionale dei Verdi Ecologisti della Campania - non è contaminata secondo le analisi realizzate dallo Stato perchè lo stesso Stato nella persona del commissario alle bonifiche sconsiglia la coltivazione di frutta e verdura ritenendola inopportuna?"
Infine è stato reso noto da Don Maurizio Patriciello che le prime 50mila cartoline della Terra dei Fuochi da indirizzare al Papa da giovedì si potranno trovare nei negozi dei commercianti di Via Duomo e a Radio Marte Stereo.


 Ha risposto a muso duro in diretta radiofonica Don Maurizio Patriciello alle parole del Presidente della Regione Caldoro che  ha accusato i preti campani di "alimentare paure e che non basta scendere in piazza, la Chiesa deve guidare i processi e non scendere in piazza".
 "Caldoro farebbe meglio a tacere, si facesse un esame di coscienza. Oggi - ha incalzato Don Patricilello - dopo anni è stata pulita dai rifiuti la Caivano Aversa solo per fare bella figura e non perchè i nostri governanti hanno capito che il popolo campano ha diritto ad avere le strade pulite. Mi appello direttamente al presidente del Calcio Napoli De Laurentiis: venga anche lui a darci una mano in questa battaglia."Lo stanziamento dell' assessore regionale all' ambiente di 5 milioni di euro - hanno incalzato Simioli e Borrelli che è anche il leader regionale dei rottamatori dei Verdi Ecologisti - per controllare e intervenire sulla Terra dei Fuochi appare una misura poco significativa, molto burocratica ed estremamente tardiva. Sfiora il ridicolo e appare frutto solo della pressione mediatica su questo dramma. Perchè non è intervenuto prima l' assessore in questione, perchè non viene controllata la filiera agricola e alimentare sui nostri territori e perchè non ha mai realizzato i siti di compostaggio in Campania? Ma soprattutto come è possibile che ancora oggi non è stato arginato il fenomeno dei roghi che continua in modo indisturbato anche a pochi etri dalle caserme di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza? I cittadini chiederanno il conto di anni di inattività e di promesse mancate".
«Bravo, bravo, vai avanti così». Poche ma chiare parole di incoraggiamento, un sorriso e una tenera carezza sul capo. Le ha dedicate Papa Francesco a don Maurizio Patriciello, il sacerdote di Caivano, prete di periferia, anima del popolo della "terra dei fuochi". Un breve incontro, inatteso e emozionante. «Gli ho chiesto un aiuto per il nostro popolo che muore – spiega il parroco del Parco Verde –. Le sue parole ci danno forza. Ora torniamo a casa con una grande speranza».
Il sacerdote, a Roma coi rappresentanti dell’Associazione Medici per l’ambiente per un audizione in commissione Sanità del Senato, è arrivato davanti al Centro Astalli proprio al momento dell’uscita del Papa al termine della visita alla struttura dei gesuiti per i rifugiati. «Eravamo in taxi e mi hanno detto "c’è il Papa". Sono sceso e corso verso di lui superando le transenne – ricorda don Maurizio –. Non so come ho fatto... Gli ho baciato la mano e poi mi sono inginocchiato baciandogli i piedi».

A fianco del Papa il cardinale vicario, Agostino Vallini. «Mi conosce bene – aggiunge il parroco "anti roghi" – perché è stato mio rettore al Seminario maggiore di Napoli. Così ha spiegato al Papa: "Santità don Maurizio è un prete di periferia, che combatte per l’ambiente e la salute"». Il sacerdote ha aggiunte solo un breve appello: «Ci aiuti, nelle province di Napoli e Caserta c’è un popolo che sta morendo». Papa Francesco ha risposto con un sorriso, una carezza e l’esortazione a non fermarsi: «Bravo, bravo, vai avanti così».
Un incontro che potrebbe avere un seguito. «Il cardinale Vallini ci aiuterà – spiega "padre Maurizio" come lo chiamano i suoi parrocchiani –. Mi ha chiesto un promemoria sulla situazione nella nostra terra da sottoporre al Papa. Ma ha dimostrato di conoscere bene tutto, mi ha detto che segue con attenzione quello che scrivete su Avvenire. Dillo al direttore, ringrazialo per quello che fate per noi». In attesa di un nuovo incontro, aggiunge il parroco, «al Papa arriveranno migliaia di cartoline dalla nostra terra: mamme preoccupate, bambini ammalati e impauriti».
                                            

C’è gioia e commozione nelle parole di don Maurizio. Una giornata intensa. Nel primo pomeriggio, infatti, ha accompagnato a palazzo Madama, Gaetano Rivezzi e Antonio Marfella, presidente e vicepresidente dell’Isde (Associazione medici per l’ambiente) Campania. L’occasione è stata la prima audizione il commissione Sanità dell’indagine conoscitiva sull’inquinamento ambientale e l’incidenza dei tumori. Hanno raccontato, dati alla mano, la correlazione tra inquinamento ambientale e aumento delle patologie tumorali nella "terra dei fuochi", i rischi che corrono le popolazioni, chiedendo «una cooperazione chiara tra medici, istituzioni e associazioni». Parole che hanno colpito i parlamentari. «Le relazioni presentate hanno evidenziato le drammatiche condizioni ambientali che caratterizzano alcune aree della regione Campania, unitamente ai gravi effetti sulla salute», è il commento del senatore Lucio Romano, promotore e relatore dell’indagine, che assieme ai colleghi Rosaria Capacchione, Vincenzo Cuomo, Pasquale Sollo e Vincenzo D’Anna assicura di seguire «con attenzione l’iniziativa, nella certezza che saprà offrire contributi epidemiologici e biomedici assolutamente necessari nell’interesse di un numero così significativo di concittadini, in una terra così fortemente martoriata».

PRETE A VARESE ALLONTANA DAL CATECHISMO I RAGAZZI NON ISCRITTI




«Non paghi? niente catechismo!»: questo si sono sentiti rispondere i bambini che ieri non sono stati accolti dal parroco Don Enrico Vertemati  al corso di preparazione alla cresima perché non in regola con l'iscrizione. L'episodio, riportato da "La Prealpina", è avvenuto nella chiesa parrocchiale dei Santi Giuseppe e Bernardo a Rescaldina, nel Varesotto.

All'inizio della lezione - secondo quanto racconta un genitore - è stato fatto l'appello e i bambini che non erano in possesso del foglio di iscrizione con relativo contributo economico sono stati fatti uscire dall'aula. Alcuni genitori erano già andati via e sono stati rintracciati da quelli che si erano attardati all'oratorio: tutti, comunque, sono rimasti turbati dal comportamento del parroco don Enrico Vertemati, che ha preferito non commentare la vicenda.
                                                         


La Curia: non è un problema di soldi, ma il prete ha sbagliato. Il parroco ha  allontanato  alcuni bambini dal catechismo non per soldi, ma per la mancata iscrizione: è questa la spiegazione data dal diretto superiore del parroco, il vicario episcopale a Rho mons. Giampaolo Citterio, che comunque giudica «sbagliato che alcuni bambini siano stati allontanati» e per questo ha chiesto al parroco «di ammettere tutti immediatamente. I genitori che presentano i ragazzi per il cammino della cresima sono invitati a fare domanda di iscrizione, dando un'adesione formale. Normalmente in quella chiesa è annessa una quota di 30 euro come rimborso spese, ma chi ha problemi economici basta che lo dica e si può iscrivere lo stesso».
«Don Enrico Vertemati , che aveva consegnato i moduli di iscrizione da 15 giorni, ha chiesto ai ragazzi che si erano presentati al primo incontro in preparazione alla cresima che non lo avevano portato di aspettare in un'altra aula dell'oratorio. Si è così generato un momento di irrigidimento vicendevole che va superato perché la linea della Diocesi è di non escludere nessuno, anzi, andiamo a cercare i giovani anche nelle periferie. Per questo «mi sono premurato di dire al parroco che bisogna rientrare nel dialogo, che è sempre vincente».
                                                                        

IL VESCOVO TEDESCO TEBARTZ- VAN ELST SPERPERA 31 MILIONI DI EURO DELLA DIOCESI: I FEDELI IN RIVOLTA









Ordine di arresto contro il vescovo di Limburg, Franz Peter Tebartz-van Elst, da settimane oggetto di una rivolta dei parrocchiani perché accusato di comportamento autoritario e sperperi faraonici. La  Procura sospetta che abbia reso falsa testimonianza in due casi al Tribunale di Amburgo riguardo a un viaggio in India
Il vescovo avrebbe dichiarato il falso assicurando di aver volato in business avendo avuto invece un upgrade in prima classe durante un viaggio chiacchierato organizzato sulla carta per un progetto di assistenza a bambini poveri. Tebartz-van Elst rischia comunque solo una pena pecuniaria. Al centro dell'ira dei parrocchiani contro di lui, al di là e dell'azione della procura, ci sono i lavori di ristrutturazione della sede vescovile debordati ben oltre il preventivo, fino a 31 milioni di euro. Da piu' parti, incluse le gerarchie della stessa Chiesa tedesca, sono giunte richieste di dimissioni..  Il Vaticano ha inviato un mediatore e disposto una commissione d’inchiesta della conferenza episcopale tedesca.